Le arance bionde del Piceno, celebri per la loro qualità e storicamente vendute alla Corte degli Estensi, stanno per ricevere un importante riconoscimento. Questi agrumi, che prosperano nella latitudine più settentrionale d’Italia, continueranno a essere commercializzati lungo le rotte verso Ravenna e Venezia, fino all’Istria. A partire dal 26 aprile 2025, sulle colline di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, riaprirà al pubblico il giardino “Hortus – vivi il giardino”. Questo spazio, dopo un lungo periodo di chiusura di 70 anni, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dal Ministero della Cultura come “giardino storico di rilevanza nazionale”.
La storia del giardino e la sua importanza
Giusy Iacoponi, proprietaria del giardino, ha sottolineato l’importanza storica e culturale di questo luogo: “I nostri spazi sono il risultato di secoli di lavoro agricolo, in particolare agrumicolo, che ha avuto sempre un grande rilievo in quest’area. Non si tratta solo di architettura rurale; questa dimora è memoria e identità”. La proprietà, acquisita nel 2003, si estende per 17 ettari e comprende strutture varie, vigneti, oliveti, oltre alla casa padronale, una piccola chiesa e una cantina. La gestione della cantina è affidata a suo marito, Simone Marconi, e alla sorella sommelier, Sara, che conducono anche il ristorante “Attico sul mare”. La ristrutturazione del giardino è iniziata nel 2006, seguendo i vincoli imposti dalla soprintendenza.
La biodiversità e il progetto di riavvio
Il giardino ospita una collezione di varietà botaniche rare, con documenti storici sugli agrumi del Piceno che risalgono al 1569. La definizione “giardino di agrumi” appare nel primo catasto napoleonico, testimoniando una tradizione agricola radicata. Tra le peculiarità del giardino spicca la colombaia, dotata di decine di nicchie, dove colombi e piccioni nidificano. Gli escrementi di questi uccelli, noti come palombina, fertilizzano il terreno. L’architetto Fabio Viviani ha curato il progetto di riavvio dell’Hortus, preservando la serie di terrazzamenti che caratterizzano il paesaggio.
Nonostante il patrimonio varietale di agrumi si sia ridotto nel tempo, la cultura legata alla loro tutela è ripartita, influenzando anche il mondo della ristorazione. I ristoranti locali propongono piatti e drink realizzati con le dolci arance bionde del Piceno, affiancate dall’altra produzione tipica della zona: l’alloro, molto presente nel vivaismo di Grottammare e dei suoi dintorni.
