Nel 2025, il Jerry Thomas Speakeasy di Roma celebra un’importante pietra miliare: quindici anni di attività. Questo locale, riconosciuto come il primo secret bar italiano e pioniere della mixology classica, ha dato vita a una vera e propria rivoluzione culturale nel mondo del bere miscelato. Situato nel cuore della capitale, il bar ha segnato l’inizio di un’epoca in cui il cocktail ha assunto un nuovo significato, elevando l’arte della miscelazione a un livello superiore.
La storicità del Jerry Thomas è legata anche alla riscoperta dell’Arrack, uno degli spirits più antichi e dimenticati. A questo proposito, Antonio Parlapiano, co-fondatore del locale e attuale titolare del cocktail bar Il Serpente, ha dedicato tempo e impegno per approfondire la conoscenza di questo distillato. Recandosi in Sri Lanka, ha studiato le tecniche tradizionali di produzione e la cultura legata all’Arrack, in un periodo in cui questo liquore era praticamente introvabile in Italia. Le informazioni presentate in questo articolo traggono spunto dal libro I grandi cocktail del Jerry Thomas, un testo fondamentale per professionisti e appassionati, che esplora un distillato ricco di storia, capace di attraversare secoli e continenti.
La parola Arrack si riferisce a una vasta gamma di bevande distillate, originate in luoghi dove il mare incontra la sabbia, tra le influenze orientali e arabe. Il termine affonda le sue radici nell’arabo araq, che nel periodo tra l’VIII e il IX secolo indicava il concetto di “dolce”. In molte culture, l’Arrack non era solo un liquido da bere, ma anche un ingrediente per dolci e profumi. Con il tempo, il termine ha subito un’evoluzione, diventando sinonimo di bevande alcoliche distillate, segnando così il passaggio da uso medicinale a consumo ricreativo.
L’epoca coloniale e l’espansione dell’arrack
L’Arrack ha trovato il suo posto in Europa grazie alle colonizzazioni in Indonesia, India e Sri Lanka, dove i colonizzatori europei, tra cui francesi, portoghesi, olandesi e inglesi, hanno contribuito alla sua diffusione. In particolare, gli olandesi e gli inglesi hanno giocato un ruolo cruciale, imbarcando l’Arrack sulle navi delle Compagnie delle Indie. A bordo delle navi Batavia e Ceylon, l’Arrack è diventato protagonista nella creazione della prima bevanda miscelata della storia: il Punch.
Quando l’Arrack è giunto nelle colonie inglesi in America, era già considerato una leggenda. A metà Ottocento, questo distillato era il più raro e costoso sul mercato, superando di gran lunga il whisky, che veniva visto come un prodotto per dilettanti.
Declino e rinascita dell’arrack
Tuttavia, ogni grande storia ha i suoi alti e bassi. Nel Novecento, l’arrivo del ron ligero cubano ha segnato l’inizio di un declino per l’Arrack, che è stato gradualmente sostituito da bevande più leggere e moderne. Questo distillato è quasi scomparso dall’Occidente, rimanendo relegato a piccole quantità nei negozi delle comunità asiatiche, un vero e proprio fantasma di un’epoca passata.
Negli ultimi decenni, però, la miscelazione classica americana ha riacquistato popolarità, portando con sé un rinnovato interesse per tradizioni e ricette dimenticate. I bartender hanno iniziato a riscoprire i vecchi ricettari ottocenteschi, e tra le pagine ingiallite, l’Arrack ha riacquistato il suo posto. Dal 1990 in poi, il distillato ha iniziato a essere nuovamente protagonista, con alambicchi riaccesi e bottiglie che tornano sugli scaffali, spesso in edizioni limitate.
Il mercato dell’arrack oggi
Negli ultimi anni, l’attenzione verso gli spirits artigianali ha contribuito al rilancio commerciale dell’Arrack. Secondo uno studio di DataIntelo, il mercato globale degli Arrack Spirits è stato valutato in circa 10,7 miliardi di dollari nel 2024, con previsioni di crescita che potrebbero raggiungere 18,4 miliardi entro il 2033. Questo trend è sostenuto da un aumento della domanda di distillati alternativi e dalla crescente distribuzione nei mercati occidentali.
Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di diversificazione del consumo alcolico, dove anche altri spirits tradizionali come mezcal, baijiu o pisco stanno guadagnando attenzione e prestigio.
Una nuova generazione di bevitori
Oggi, una nuova generazione di consumatori, meno intimorita dai gusti audaci e più attratta dalla complessità, si sta avvicinando a distillati pot still, ricchi e strutturati. In questo contesto, l’Arrack è pronto per tornare in auge.
Preparare un punch all’arrack
Prima che il termine cocktail diventasse comune, esisteva il Punch, una bevanda storica che ha trovato la sua origine proprio nell’Arrack.
Ricetta storica (stile anglo-coloniale)
Ingredienti
- 70 cl di Arrack (preferibilmente Batavia Arrack)
- 35 cl di succo di limone fresco
- 25 cl di sciroppo di zucchero (1:1)
- 1 litro di tè nero caldo
- Noce moscata grattugiata q.b.
Metodo
Sciogliere lo zucchero nel tè caldo, aggiungere il succo di limone e l’Arrack. Mescolare con calma, come si faceva a bordo delle navi o nei club coloniali. Servire tiepido o a temperatura ambiente, completando con noce moscata grattugiata al momento.
