La&Vis e Cembra: valorizzare il territorio per il settore Horeca

Due cooperative trentine trasformano la viticoltura di montagna, valorizzando il patrimonio vitivinicolo locale attraverso ricerca agronomica, zonazione e una nuova gamma di vini premium.

Due cooperative, La-Vis e Cembra Cantina di Montagna, stanno dimostrando come una visione condivisa possa trasformare la viticoltura di montagna in un modello esemplare. Situate tra il borgo di Lavis, alle porte di Trento, e la Val di Cembra, queste realtà hanno unito le forze per valorizzare il patrimonio vitivinicolo locale, fondato su una rigorosa ricerca agronomica e una precisa zonazione.

Origini e sviluppo del progetto

La-Vis ha le sue radici nel secondo dopoguerra, quando ha iniziato a definire la propria identità attraverso un concetto fondamentale: “mettere il vitigno giusto al posto giusto”. I vigneti, situati tra i 250 e i 550 metri di altitudine, creano un panorama viticolo complesso, dove il clima subalpino è mitigato dall’Ora del Garda. Questo microclima favorisce una conservazione ottimale dell’acidità, maturazioni equilibrate e profili aromatici distintivi.

La zonazione ha rappresentato un passo cruciale nel processo di crescita della cantina. Fin dagli anni Ottanta, La-Vis ha investito nello studio delle interazioni tra suolo, microclima, altitudine, esposizione e varietà di uve, portando alla creazione di una Carta dei suoli, che continua a essere un elemento fondamentale della filosofia produttiva. Questo documento non è solo un archivio tecnico, ma uno strumento pratico che consente a soci, agronomi ed enologi di analizzare ogni area, selezionare le cultivar più adeguate e affrontare le sfide imposte dal cambiamento climatico con maggiore consapevolezza.

Per il settore della ristorazione, questo approccio si traduce in vini stabili e riconoscibili, capaci di attirare l’attenzione del cliente grazie a una narrazione accattivante, senza compromettere la precisione tecnica. Un aspetto sempre più rilevante in un mercato dove la carta dei vini deve coniugare identità, servizio e sostenibilità commerciale.

La produzione vitivinicola

La gamma di vini prodotta da La-Vis si concentra principalmente sui vitigni a bacca bianca, in perfetta sintonia con le condizioni pedoclimatiche della zona. Tra le varietà coltivate figurano Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Riesling, Gewürztraminer e Nosiola, tutte avvantaggiate dall’altitudine, dalle escursioni termiche e dalla ventilazione costante garantita dall’Ora del Garda. Questi fattori contribuiscono a un rallentamento delle maturazioni, preservando acidità e profumi, e riducendo l’umidità sulle uve, il che porta a vini freschi e aromaticamente definiti.

I terreni, variabili da area a area, influenzano la struttura e il profilo gustativo dei vini. Dove predominano le componenti calcaree, si riscontrano tensione e finezza, mentre le matrici vulcaniche e minerali possono accentuare sapidità e persistenza. Accanto ai vini bianchi, La-Vis produce anche rossi come Lagrein, Teroldego, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon, i quali puntano a un equilibrio piuttosto che a una potenza eccessiva, con tannini misurati e una buona capacità di abbinamento con i piatti.

La gamma Ritratti

Recentemente, La-Vis ha lanciato la gamma Ritratti, frutto del lavoro di zonazione e composta da sei referenze: Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Pinot Nero. Questa linea rappresenta un cambiamento significativo nel posizionamento della cantina.

Ritratti non è solo una nuova offerta premium, ma un modo per tradurre il lavoro svolto sul territorio in un prodotto più accessibile per il canale Horeca. Le sei referenze, disponibili esclusivamente per il consumo fuori casa, sono presentate in bottiglie bordolesi che richiamano il design storico degli anni Ottanta, aggiornato attraverso etichette artistiche.

Etichette come strumenti di riconoscibilità

Il design delle etichette gioca un ruolo cruciale nella strategia di marketing di Ritratti. Ogni bottiglia diventa un’opera d’arte firmata da Margherita Paoletti, che ha tratto ispirazione dai vigneti delle Colline Avisiane. Le etichette, con figure femminili e elementi naturali, non descrivono tecnicamente il vino, ma creano un linguaggio visivo che arricchisce la narrazione.

Ogni varietà ha un’etichetta distintiva: “Salvia fredda” per il Sauvignon, “Dorata” per lo Chardonnay, “Aria d’estate” per il Gewürztraminer, “Nebbia sospesa” per il Pinot Nero, “Alba e rugiada” per il Cabernet Sauvignon e “Viola umana” per il Lagrein. Questo approccio consente ai ristoratori e ai sommelier di presentare una linea coerente, ma con identità distinte, facilitando l’interazione con i clienti e arricchendo l’esperienza di degustazione.