Lavoro e ospitalità: salari in aumento, ma aumenta la pressione sui lavoratori

Il settore dell’ospitalità affronta sfide legate alla carenza di personale, condizioni lavorative, insicurezza professionale e necessità di equilibrio tra vita privata e lavoro.

Negli ultimi anni, il settore dell’ospitalità ha affrontato un problema rilevante: la difficoltà di reperire personale. Questa sfida non si limita solo alla quantità di lavoratori disponibili, ma si estende alla necessità di avere una forza lavoro stabile e adeguatamente formata, elementi fondamentali per garantire un servizio di qualità e la sostenibilità operativa delle imprese. Questo argomento è stato già trattato da HorecaNews e continua a rappresentare un nodo cruciale per l’intero comparto. Tuttavia, esiste una dimensione aggiuntiva che merita attenzione.

Le condizioni lavorative nel settore

Non basta più semplicemente attrarre nuovi lavoratori; è fondamentale analizzare in che condizioni lavorano e quanto il lavoro, caratterizzato da una crescente pressione operativa e ruoli in continua espansione, sia realmente sostenibile nel lungo periodo. Un’indagine condotta da KAM, nota come Hospitality People Survey 2026, ha coinvolto un campione di 1.446 lavoratori nel Regno Unito, rivelando non solo una crisi, ma una tensione strutturale che indica come alcuni aspetti stiano migliorando, mentre la fatica dei lavoratori aumenta.

Salari e insicurezza professionale

Nel mercato britannico, il 63% degli intervistati considera il proprio salario adeguato rispetto al ruolo ricoperto, un dato in crescita rispetto all’anno precedente. Questo segnale suggerisce un progressivo riallineamento delle condizioni economiche, sebbene sia legato a un contesto specifico e a una percezione soggettiva, non necessariamente applicabile ad altri mercati. Tuttavia, accanto a questo miglioramento, emerge un fenomeno opposto: l’insicurezza. L’81% dei lavoratori ha dichiarato di aver vissuto, dopo una promozione o un aumento salariale, forme di imposter syndrome, una condizione in cui non ci si sente all’altezza del proprio ruolo, nonostante le competenze acquisite. Questo fenomeno evidenzia come la crescita professionale, oggi più rapida e meno lineare, non sia sempre supportata da adeguati strumenti di accompagnamento.

Organizzazione e gestione del lavoro

Anche sul fronte operativo si osservano cambiamenti significativi. La percentuale di lavoratori che supera le ore contrattuali è in calo, mentre aumenta in modo rilevante la quota di chi riceve compenso per gli straordinari. Questi segnali indicano una maggiore attenzione alla pianificazione e alla gestione delle risorse, in un contesto in cui la retention rimane una delle principali criticità del settore.

Equilibrio tra vita privata e lavorativa

Nonostante i miglioramenti, la percezione di equilibrio tra vita privata e lavoro continua a deteriorarsi. Solo il 53% degli intervistati riporta di avere un buon work-life balance, un calo rispetto agli anni passati. Il problema non sembra riguardare tanto la quantità di lavoro, quanto la sua prevedibilità: la diffusione di modelli flessibili porta a turni variabili e organizzazioni reattive, ostacolando la costruzione di una stabilità personale.

Nuove aspettative e retention

Parallelamente, sta cambiando anche il rapporto con il lavoro stesso. I motivi per rimanere nel settore non sono più esclusivamente economici; crescono l’importanza della qualità dell’esperienza, delle opportunità di crescita e della possibilità di sviluppo professionale. L’ospitalità si sta trasformando in un ambito sempre meno temporaneo e sempre più orientato alla costruzione di carriere.

Il ruolo della tecnologia

In questo contesto, emerge anche la questione della tecnologia. Il 52% degli intervistati considera l’intelligenza artificiale uno strumento utile, ma allo stesso tempo aumenta la percezione di una maggiore complessità operativa. Si tratta di un equilibrio ancora instabile, che evidenzia una fase di transizione in cui il potenziale innovativo è evidente, ma la sua integrazione nei processi lavorativi non è ancora completata.

Un settore in evoluzione

Nel complesso, la survey evidenzia un settore più strutturato rispetto al passato, ma anche più esigente nei confronti dei lavoratori. Le condizioni migliorano, ma cresce il livello di pressione. Le opportunità aumentano, ma richiedono un adattamento costante. Non si tratta di una contraddizione, ma di una fase di passaggio: i dati raccontano di un’ospitalità che cerca di strutturarsi meglio, con salari più equi e una gestione operativa più controllata, ma che deve ancora trovare un equilibrio sostenibile per chi vi lavora. La pressione non deriva più solo da carenze di personale o da condizioni economiche, ma da un cambiamento profondo: le responsabilità crescono più rapidamente dei percorsi di sviluppo, l’organizzazione migliora ma rimane parzialmente reattiva, e le persone sono chiamate a un livello di adattamento sempre più elevato. La sostenibilità del lavoro nell’ospitalità non è più una questione di ore o retribuzione, ma di struttura e coerenza del percorso professionale.