La situazione attuale del settore cerealicolo in Italia suscita preoccupazioni significative, in particolare per quanto riguarda il grano duro e il mais. I dati presentati il 15 aprile 2025 a Roma dal Coordinamento Cerealicolo di Legacoop Agroalimentare mettono in luce le difficoltà che il comparto sta affrontando, con prezzi e rese che esercitano una pressione crescente sulle aziende agricole.
Analisi delle colture e delle aree geografiche
L’analisi condotta ha rivelato un quadro variegato, a seconda delle diverse colture e delle aree geografiche. Per quanto concerne il grano duro, le rese sono risultate inferiori alla media, accompagnate da prezzi non soddisfacenti. Sebbene le superfici coltivate abbiano mantenuto una certa stabilità, l’incertezza sulle semine future è in aumento, con segnali di riduzione particolarmente evidenti nelle zone meno vocate. Questo scenario solleva interrogativi sulla sostenibilità economica delle coltivazioni di grano duro.
Situazione del grano tenero
Per il grano tenero, le rese si collocano mediamente nella norma, ma si registra un problema significativo legato al basso tenore proteico, che compromette la valorizzazione del prodotto sul mercato. Questo aspetto è cruciale, poiché influisce direttamente sulla competitività e sulla redditività delle aziende agricole.
Criticità del mais
Il mais, d’altro canto, affronta criticità sia quantitative che qualitative. Oltre a una diminuzione delle rese, si segnalano problemi legati alla presenza di tossine, che hanno effetti strutturali in alcune aree. Questo contesto di difficoltà ha portato a un incremento delle coltivazioni alternative, come favino, farro e sorgo, che vengono adottate dalle aziende come strategia difensiva contro l’instabilità climatica ed economica crescente.
Fondo per la sovranità alimentare
Un elemento chiave in questa situazione è rappresentato dal Fondo per la Sovranità Alimentare, insieme agli accordi di filiera di qualità, che dovrebbero essere improntati a una reale reciprocità e parità tra le parti coinvolte. Questi strumenti potrebbero rivelarsi fondamentali per supportare il settore e garantire una maggiore stabilità.
Partecipazione delle imprese del settore
Durante la riunione di Roma, presieduta da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, hanno partecipato diverse imprese del settore, tra cui Acof, Circolo Agrario Friulano, Coop La Buona Terra, Coop Primo Maggio, Molini Popolari Riuniti, Progeo, Terre dell’Etruria, Conase, Terremerse e Valle del Chienti. La partecipazione di queste realtà evidenzia l’importanza di unire le forze per affrontare le sfide attuali del comparto cerealicolo.
