LiberiAgricoltori: il tavolo sul Grano a Roma segna il destino del settore lucano

Investimento di 300 milioni di euro per sostenere il grano duro italiano e garantire un prezzo equo ai produttori, in risposta alla crisi del settore agricolo.

Un investimento di 300 milioni di euro in tre anni è stato proposto per sostenere la filiera del grano duro 100% italiano, con l’obiettivo di garantire un prezzo equo ai produttori. Questa iniziativa è stata avanzata da LiberiAgricoltori in vista del tavolo di filiera dedicato al comparto grano-pasta, convocato oggi, 26 gennaio 2026, a Roma.

Situazione attuale del settore

La situazione attuale del settore è critica, come evidenziato dall’associazione. Negli ultimi cinque anni, il comparto ha subito una crisi strutturale, aggravata da eventi climatici estremi come siccità e alluvioni, oltre a tensioni internazionali che hanno influenzato negativamente i costi di produzione e le quotazioni del grano nazionale. LiberiAgricoltori avverte che questa situazione potrebbe portare molti territori a rinunciare alla coltivazione del grano duro, aumentando così la dipendenza dell’Italia dalle importazioni.

Richieste al governo

Tra le richieste avanzate al Governo, si evidenzia la necessità di rafforzare la Commissione unica nazionale (CUN) del grano duro, con il ripristino della sede legale a Foggia. Inoltre, l’associazione chiede una maggiore garanzia di terzietà nella formazione dei prezzi e l’introduzione della quotazione del grano duro biologico italiano. È fondamentale, secondo LiberiAgricoltori, valorizzare il contenuto proteico del grano, particolarmente richiesto dall’industria della pasta, ma non adeguatamente remunerato.

Importanza per la Basilicata

Per la Basilicata, l’esito del confronto a Roma è di particolare importanza. Emilio Vesia, presidente di LiberiAgricoltori Basilicata, ha dichiarato all’ANSA: “È cruciale ciò che si decide oggi, poiché la Basilicata ha una forte vocazione agricola e il grano duro è una delle produzioni principali. Senza decisioni mirate che possano realmente sostenere il comparto, sarà difficile superare una crisi che gli agricoltori stanno affrontando da tempo”.

Proposta di meccanismo di prezzo

Infine, LiberiAgricoltori propone un meccanismo che colleghi il prezzo del grano duro al costo della pasta e del pane prodotti con grano italiano, prevedendo che i produttori ricevano una quota pari al 20% del prezzo finale di vendita. Questa proposta mira a riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, garantendo un sostegno concreto ai produttori di grano duro.