La notizia della scomparsa di Carlo Petrini ha colpito profondamente la comunità di Torino e non solo. Il 22 maggio 2025, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha espresso il suo cordoglio per la morte del fondatore di Slow Food, definendolo una figura unica capace di comunicare con il mondo attingendo alle radici culturali locali.
Un tributo alla visione di Carlo Petrini
Stefano Lo Russo ha condiviso i suoi ricordi personali, sottolineando come ogni incontro con Petrini fosse un’opportunità per ampliare la propria prospettiva. “Con Slow Food e con Terra Madre, Carlo ha creato un movimento che va oltre il semplice attivismo alimentare”, ha dichiarato il sindaco. “Ha dato vita a una nuova idea di comunità, riunendo culture diverse, agricoltori, giovani e amministratori attorno a un concetto fondamentale: il cibo racconta chi siamo e il futuro che desideriamo costruire”.
Lo Russo ha voluto esprimere la sua vicinanza a tutti coloro che hanno amato Petrini, in particolare alla sua famiglia e alla comunità di Slow Food, evidenziando l’importanza del suo contributo alla società. “Grazie Carlin, per averci indicato la strada”, ha concluso il sindaco, promettendo di mantenere vivo il ricordo del fondatore di Slow Food.
Il lascito di un innovatore
Carlo Petrini ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama gastronomico e culturale globale. Fondatore di Slow Food nel 1986, ha promosso un movimento che si oppone alla fast food e alla standardizzazione del cibo, sostenendo l’importanza della biodiversità e della sostenibilità. La sua visione ha ispirato milioni di persone a riconsiderare il proprio rapporto con il cibo e a valorizzare le tradizioni culinarie locali.
Il suo impegno ha portato alla creazione di eventi come Terra Madre, che riunisce produttori, cuochi e attivisti da tutto il mondo per discutere di agricoltura sostenibile e giustizia alimentare. La sua capacità di unire le persone attorno a un ideale comune ha fatto di lui una figura di riferimento per chiunque desideri un cambiamento positivo nel settore alimentare.
La sua scomparsa rappresenta non solo una perdita per i suoi cari, ma anche per tutti coloro che hanno creduto nella sua visione di un mondo migliore, in cui il cibo diventa un veicolo di cultura e identità. La comunità di Torino e il mondo intero continueranno a ricordare e onorare il suo straordinario contributo.
