Lo Spritz contribuisce alla crescita del Prosecco: studio analizza l’impatto sul mercato estero

Lo Spritz ha un impatto significativo sulle esportazioni di Prosecco, trasformando il cocktail in un simbolo globale e contribuendo alla crescita del commercio del vino italiano.

Un cocktail può avere un impatto sul commercio internazionale? Secondo una recente analisi condotta dalle Università di Torino e Verona, la risposta è affermativa. Lo studio intitolato “The Spritz Effect: Impact of Informal, Cultural Channels on Sparkling Wine Trade“, pubblicato nel 2026 sulla rivista Applied Economics, dimostra per la prima volta in modo empirico che il riconoscimento ufficiale dello Spritz da parte dell’International Bartenders Association (Iba) nel 2011 ha avuto un ruolo determinante nell’incremento delle esportazioni di Prosecco.

L’impatto dello Spritz sul commercio

L’inserimento dello Spritz nella lista ufficiale dei cocktail Iba ha trasformato questa bevanda in un simbolo globale, aumentando la visibilità del Prosecco, ingrediente principale del drink, e rafforzando la sua domanda nei mercati esteri. Questo cambiamento ha reso il cocktail un fenomeno di consumo riconosciuto a livello mondiale, contribuendo così all’espansione del mercato del vino italiano.

Analisi dei dati e risultati

La ricerca ha utilizzato dati di Google Trends, modelli di commercio internazionale e tecniche statistiche per analizzare l’effetto causale della crescente popolarità dello Spritz. I risultati evidenziano che l’aumento dell’interesse verso questo cocktail è correlato a un significativo incremento delle esportazioni di Prosecco, tenendo conto anche del potenziale impatto del turismo verso l’Italia. Lo studio ha inoltre dimostrato che questo fenomeno non si è manifestato allo stesso modo per altri spumanti concorrenti, come il Cava spagnolo, suggerendo un legame diretto tra la diffusione internazionale dello Spritz e il successo del vino italiano.

Nuove prospettive sul commercio e la cultura

Questa ricerca offre una nuova prospettiva sul legame tra cultura e commercio, evidenziando come pratiche sociali, rituali di consumo e simboli riconosciuti a livello globale possano diventare strumenti efficaci per la promozione economica. Di conseguenza, è possibile che tali elementi contribuiscano in modo significativo alla crescita del Made in Italy, sottolineando l’importanza della cultura nel contesto economico globale.