Lollobrigida presenta il Pacchetto Vino: un passo avanti per il settore vitivinicolo italiano

Il Pacchetto Vino approvato dal Comitato Speciale Agricoltura sostiene il settore vitivinicolo europeo con misure per promozione, etichettatura e innovazione, mirando a potenziare le aziende italiane.

Il 25 gennaio 2025, il Comitato Speciale Agricoltura (Csa) ha dato il via libera al cosiddetto Pacchetto Vino, un’iniziativa che promette di avere un impatto significativo sul settore vitivinicolo europeo. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha comunicato la notizia attraverso un comunicato stampa, evidenziando l’importanza dell’accordo raggiunto a Bruxelles. Questo pacchetto è considerato cruciale per potenziare le attività di promozione del vino nei mercati esteri e per supportare le aziende vitivinicole italiane.

Dettagli del pacchetto vino

Il Pacchetto Vino include una serie di misure che mirano a semplificare la normativa vigente, in particolare per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti. Lollobrigida ha sottolineato come queste modifiche siano fondamentali per evitare demonizzazioni e aumentare la trasparenza nel settore. Il ministro ha espresso soddisfazione per il fatto che, per la prima volta, si sia riunito un tavolo del vino che rappresenta tutte le componenti del settore. Questa unità, secondo Lollobrigida, darà nuova forza alle eccellenze italiane, rendendo il settore vitivinicolo più competitivo sia a livello nazionale che internazionale.

Il prossimo passo dell’iter legislativo prevede il voto del Parlamento europeo e del Consiglio, previsto per febbraio 2026. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Masaf) ha evidenziato l’attesa da parte della filiera per questo pacchetto, in quanto contiene proposte significative avanzate dall’Italia. Tra queste, si segnala l’estensione della durata delle misure promozionali nei Paesi terzi, che potrà arrivare fino a 9 anni.

Misure di supporto e innovazione

Il pacchetto prevede anche un incremento del contributo comunitario per la promozione nei mercati esteri, nonché per gli investimenti e la ristrutturazione dei vigneti, con un focus particolare sulle finalità ambientali. Un aspetto positivo emerso è il riconoscimento del ruolo dei Consorzi di tutela nella gestione della filiera, che dovrà adattarsi alle evoluzioni del mercato. Per rispondere alle richieste di semplificazione in materia di etichettatura, è stata confermata la possibilità di utilizzare simboli o pittogrammi che facilitino l’identificazione delle informazioni contenute nel QR code presente sulle etichette.

Tra le novità più rilevanti, si evidenzia l’introduzione di una nuova misura per la prevenzione delle fitopatie, con un contributo previsto fino al 100% da parte dell’Unione Europea. Inoltre, sarà possibile utilizzare la dicitura “zero alcohol” per i prodotti con un titolo alcolometrico fino allo 0,5%, e “alcohol reduced” per quelli con un contenuto alcolico compreso tra lo 0,5% e il 30% del titolo alcolometrico minimo previsto per la categoria di appartenenza.

Infine, sono state introdotte misure di crisi come la distillazione, la vendemmia verde e l’estirpo, che saranno finanziabili con fondi nazionali, dimostrando così un impegno concreto nel sostenere il settore vitivinicolo italiano in un contesto di sfide e opportunità.