Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha recentemente espresso la necessità di apportare modifiche al sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea, noto come EU ETS, durante un intervento pubblico al Consiglio Agrifish a Bruxelles, il 12 gennaio 2025. Secondo Lollobrigida, è fondamentale evitare un ulteriore incremento dei costi di produzione dei fertilizzanti, che metterebbe a rischio la competitività del settore agricolo italiano rispetto ai concorrenti internazionali.
Importanza della disponibilità dei fertilizzanti
Il ministro ha evidenziato l’importanza della disponibilità e dell’accessibilità economica dei fertilizzanti, sottolineando che questi fattori sono cruciali per garantire la sicurezza alimentare. “Nel breve periodo, è imprescindibile incentivare la produzione e l’immissione sul mercato di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in conformità con i principi dell’economia circolare“, ha aggiunto Lollobrigida, sottolineando la necessità di un’accelerazione in questo processo.
Priorità del piano d’azione dell’Unione Europea
In merito alle priorità del piano d’azione dell’Unione Europea sui fertilizzanti, il ministro ha mostrato apprezzamento per l’attenzione rivolta alla sostenibilità ambientale. Ha menzionato aspetti come la circolarità dei nutrienti, la produzione nazionale di fertilizzanti e lo <strongsviluppo di alternative di origine biologica, oltre all’apertura verso l’uso dei digestati. Tuttavia, Lollobrigida ha anche espresso preoccupazione riguardo agli incentivi annunciati dalla Commissione Europea, dichiarando di essere “in attesa” della proposta di utilizzo della riserva di crisi, che Bruxelles ha promesso.
Dubbi sulla flessibilità della politica agricola comune
Infine, il ministro ha sollevato dubbi sulla maggiore flessibilità prevista sugli strumenti della politica agricola comune, avvertendo che tali misure potrebbero risultare inefficaci poiché gran parte dei fondi disponibili è già stata utilizzata. Questo scenario solleva interrogativi sulla capacità dell’Unione Europea di supportare adeguatamente il settore agricolo in un momento di crescente difficoltà economica.
