L’Università di Bolzano analizza strategie per tutelare la viticoltura di montagna

La viticoltura di montagna affronta sfide climatiche: studi dell’Università di Bolzano propongono strategie innovative per preservare la qualità dei vini altoatesini in un contesto di cambiamenti climatici.

La viticoltura di montagna sta affrontando sfide significative a causa dei cambiamenti climatici, e due recenti studi condotti dalla Libera Università di Bolzano (unibz) offrono soluzioni innovative per affrontare questa situazione. La ricerca, realizzata dal gruppo di Ecofisiologia dei sistemi arborei della Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari, si concentra su strategie per preservare la qualità dei vini altoatesini, in particolare in un contesto di temperature in aumento e siccità sempre più frequenti.

Strategie per l’adattamento climatico

Il primo studio, pubblicato nel 2026 sulla rivista Scientia Horticulturae, affronta la questione della maturazione anticipata delle uve. Questo fenomeno può portare alla produzione di vini con un contenuto alcolico eccessivo e una scarsa acidità. I ricercatori hanno sperimentato l’uso del pinolene, un antitraspirante naturale estratto dalle resine di conifera, che ha dimostrato di ritardare la maturazione delle uve di circa dieci giorni. Tuttavia, la ricerca sottolinea che nei vigneti di montagna, le piogge estive possono dilavare il prodotto, rendendo necessari interventi mirati che tengano conto delle specificità locali.

Risposta allo stress idrico

La seconda ricerca, pubblicata nel 2026 sull’Australian Journal of Grape and Wine Research, si concentra sulla risposta allo stress idrico di due vitigni bianchi molto diffusi: Sauvignon Blanc e Chardonnay. I dati raccolti indicano che una carenza d’acqua nelle prime fasi di sviluppo degli acini ha un impatto più negativo sulla resa rispetto a una siccità che si verifica in fasi più avanzate. Inoltre, lo Chardonnay ha mostrato una maggiore resistenza alla scarsità idrica rispetto al Sauvignon Blanc, evidenziando l’importanza della scelta varietale nella gestione dei vigneti.

Un approccio personalizzato per ogni vigneto

Damiano Zanotelli, docente di coltivazioni arboree all’unibz, ha dichiarato che “non esiste una soluzione universale” per affrontare le sfide climatiche nel settore vitivinicolo. L’adattamento richiederà una combinazione di diverse strategie, attentamente calibrate sulle caratteristiche specifiche di ciascun vigneto. Questo approccio è fondamentale per garantire la continuità nella produzione di vini di alta qualità, che siano anche rappresentativi del territorio.

La ricerca dell’unibz rappresenta un passo importante per la viticoltura di montagna, offrendo strumenti pratici per affrontare le sfide future e mantenere la tradizione vinicola dell’Alto Adige in un contesto di cambiamenti climatici sempre più evidenti.