Made in Italy e birra: innovazione e ricerca al centro del dibattito di Carlsberg

L’incontro al Birrificio Angelo Poretti discute innovazione, sostenibilità e collaborazione nel settore brassicolo italiano, evidenziando l’importanza di investimenti e ricerca per il futuro dell’industria.

Nel cuore del Birrificio Angelo Poretti di Induno Olona, si è svolto un incontro cruciale per il futuro dell’industria brassicola italiana il 2 dicembre 2025. L’evento, organizzato da Carlsberg Italia in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e di operatori del settore, uniti per discutere l’importanza dellinnovazione applicata alle materie prime nel comparto birrario.

Il valore dell’innovazione nel settore brassicolo

Il dibattito ha messo in evidenza come linnovazione sia un elemento chiave per il settore, che in Italia genera oltre 10 miliardi di euro e occupa più di 100 mila persone. Durante il confronto, è emerso il ruolo strategico dellinnovazione, in particolare per quanto riguarda le materie prime. Alius Antulis, Managing Director di Carlsberg Italia, ha sottolineato che il Made in Italy rappresenta un impegno costante verso la qualità e la sostenibilità. Secondo Antulis, il birrificio rappresenta un esempio di come tradizione e innovazione possano coesistere e progredire grazie a investimenti in ricerca e sviluppo.

L’evento ha messo in luce il fatto che il settore birrario affronta sfide significative, dalla sostenibilità alle nuove esigenze dei consumatori. La necessità di una cooperazione forte tra aziende, istituzioni e accademia è stata ribadita come fondamentale per affrontare queste sfide e migliorare la competitività del comparto.

Investimenti e tecnologie innovative

Il gruppo Carlsberg ha continuato a investire in innovazione, con oltre 20 milioni di euro destinati alla ricerca e sviluppo nel 2025. Tra le innovazioni presentate c’è il sistema DraughtMaster, sviluppato in Italia per migliorare la qualità e la sostenibilità della spillatura della birra. Questi investimenti si inseriscono in una tradizione di innovazione che ha radici nei Laboratori Carlsberg di Copenaghen, noti per scoperte significative nel campo della fermentazione.

Inoltre, il dibattito ha toccato il tema della certificazione di qualità, evidenziando come la domanda dei consumatori per prodotti di alta qualità alimenti l’economia DOP. Christian Garavaglia ha spiegato che la certificazione DOP/IGP stimola linnovazione e contribuisce a creare valore, sottolineando l’importanza della Regione Lombardia, che investe nella valorizzazione della produzione di qualità.

Il ruolo delle istituzioni e della ricerca

La rappresentante istituzionale Gisella Naturale ha evidenziato l’importanza del legame tra il comparto brassicolo e il territorio, sottolineando il suo impegno per la riduzione delle accise come segnale di supporto al settore. Ha affermato che è essenziale che la politica ascolti le esigenze delle varie parti coinvolte per sviluppare norme realmente utili per le imprese.

Il mondo accademico ha contribuito al dibattito con un focus sulla sostenibilità delle materie prime. Ombretta Marconi, direttrice del CERB dell’Università di Perugia, ha spiegato come la ricerca su orzo e malto sia fondamentale per il Made in Italy e per l’adattamento al contesto italiano. La necessità di integrare ricerca, industria e istituzioni è stata sottolineata come cruciale per valorizzare i processi produttivi sostenibili.

Collaborazione internazionale e futuro del settore

Il confronto ha anche aperto uno sguardo internazionale, con Francesca Zaccarelli dell’Ambasciata di Danimarca che ha parlato dell’importanza degli scambi tra Paesi per promuovere modelli agroalimentari sostenibili. Questo approccio mira a rafforzare il legame tra le eccellenze italiane e il know-how danese.

A chiudere il dibattito, Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia, ha riassunto la sfida per il settore: ripensare l’intera filiera, dall’agricoltura al prodotto finale. In un contesto globale sempre più competitivo, la capacità di integrare ricerca e collaborazione tra diverse realtà sarà fondamentale per tracciare il futuro dell’industria birraria italiana.