L’aumento dei costi di produzione, innescato dalla crisi del Golfo in Iran, sta avendo ripercussioni significative sulla filiera della mozzarella di bufala campana Dop. Questa situazione sta influenzando anche le esportazioni, che rappresentano il 35% della produzione totale. La questione è stata al centro dell’attenzione durante la riunione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, tenutasi il 9 aprile 2025, per affrontare le nuove sfide emergenti.
Aumento dei costi di produzione
I dati attuali delineano uno scenario preoccupante per l’intera filiera. Tra le voci che hanno registrato un incremento significativo vi sono i costi della logistica, dei materiali per il confezionamento e dell’energia. In particolare, il prezzo del gas ha subito un aumento vertiginoso, con un incremento che sfiora il 70%. Questa combinazione di rincari sta esercitando una forte pressione sul settore, il quale si trova a dover affrontare sia le difficoltà produttive che l’effetto del caro-vita sulle famiglie. A complicare ulteriormente la situazione contribuisce un clima di incertezza legato agli sviluppi internazionali, che influisce negativamente sulle prospettive imprenditoriali, rallentando i progetti e aumentando l’instabilità.
Risultati del comparto nel 2025
Nonostante le difficoltà attuali, il comparto della mozzarella di bufala campana Dop aveva chiuso il 2025 con risultati incoraggianti, registrando una crescita del 3,35% e raggiungendo una produzione di 57.584 tonnellate. Il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, ha espresso preoccupazione per la situazione attuale: “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”.
Necessità di un dialogo costruttivo
Anche il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, ha sottolineato l’importanza di un rinnovato dialogo con la distribuzione: “È necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”.
La situazione attuale richiede attenzione e interventi tempestivi per sostenere un settore che, nonostante le sfide, continua a rappresentare un simbolo di qualità e tradizione italiana nel mondo.
