Mozzarella DOP: preoccupazione per l’aumento dei costi a causa della crisi in Iran

La crisi del Golfo in Iran aumenta i costi di produzione della mozzarella di bufala campana Dop, minacciando l’export e la sostenibilità della filiera agroalimentare italiana.

L’attuale crisi del Golfo in Iran sta avendo ripercussioni significative sui costi di produzione della mozzarella di bufala campana Dop. I produttori, riuniti il 3 marzo 2025, hanno espresso preoccupazione per l’aumento dei costi in tutte le fasi della filiera. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha affrontato la questione durante un incontro del consiglio di amministrazione, evidenziando come l’allerta per il cherosene negli aeroporti possa compromettere l’export della Bufala Campana, che rappresenta il 35% della produzione totale.

Costi di produzione in aumento

I dati relativi alla filiera sono allarmanti: le spese per la logistica, i materiali di confezionamento e l’energia stanno subendo incrementi notevoli. Il gas, in particolare, ha visto un aumento di quasi il 70%, un dato che pesa pesantemente sulle spese generali dei produttori. Questa situazione mette a rischio la sostenibilità della filiera, che si trova a fronteggiare un possibile collasso a causa delle difficoltà produttive e dell’aumento dei prezzi al consumo, che gravano sulle famiglie italiane.

La crisi economica che ne deriva non è solo una questione di numeri, ma ha anche un impatto diretto sulla vita quotidiana dei consumatori e sulla salute economica delle aziende. Le aziende produttrici di mozzarella di bufala campana Dop si trovano a dover affrontare una sfida senza precedenti, che richiede un’attenzione immediata e soluzioni efficaci per garantire la continuità della produzione.

Impatto della crisi internazionale

Le incertezze legate agli scenari internazionali stanno aggravando la situazione per gli imprenditori del settore. La confusione attuale frena progetti di sviluppo e genera instabilità, rendendo difficile pianificare il futuro. Nonostante il comparto avesse chiuso il 2025 con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate di mozzarella prodotte, le attuali circostanze mettono in discussione i progressi realizzati.

Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela, ha sottolineato l’urgenza di interventi mirati per sostenere la produzione. Ha evidenziato che è fondamentale proteggere il Made in Italy, specialmente in un momento in cui i rischi legati ai rifornimenti aerei minacciano l’export, in particolare verso gli Stati Uniti, dove le aziende già affrontano i dazi imposti dall’ex presidente Trump.

Strategie per affrontare la crisi

Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio, ha evidenziato l’importanza di stabilire un nuovo dialogo con i distributori per evitare scelte che possano compromettere la competitività della mozzarella di bufala campana Dop. Saccani ha avvertito che l’incremento dei costi di produzione avrà ripercussioni lungo tutta la filiera, e non è da escludere un aumento dei prezzi al pubblico nei prossimi mesi. L’obiettivo rimane quello di garantire la qualità e l’unicità di questo prodotto, che rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo.

La situazione attuale richiede un’azione coordinata e tempestiva per affrontare le sfide imminenti e preservare la reputazione della mozzarella di bufala campana Dop, un simbolo di qualità e tradizione per il settore agroalimentare italiano.