Dario Nardella, esponente del Partito Democratico, ha annunciato che il prossimo 7 luglio, durante un importante incontro a Bruxelles, verrà presentato l’emendamento noto come “norma Amendolara“. Questo provvedimento, proposto dal gruppo S&D, trae ispirazione dalla tragica strage dei braccianti, vittime di un incendio in Calabria. L’iniziativa mira a revocare la qualifica di agricoltore attivo a qualsiasi azienda agricola che commetta reati gravi, come il caporalato, impedendo così l’accesso a finanziamenti europei. Nardella ha sottolineato che in Italia il caporalato rappresenta un problema attuale e non un lontano ricordo, richiamando l’attenzione sulla necessità di un intervento deciso: “Chi sfrutta gli esseri umani non può ricevere un solo euro di denaro pubblico europeo”.
Importanza della condizionalità sociale
Durante il convegno “Verso la Pac 2028-2034 — Prospettive e priorità per l’agricoltura italiana ed europea”, in corso a Roma, Nardella ha evidenziato l’importanza della condizionalità sociale, che collega i pagamenti della Politica Agricola Comune (Pac) al rispetto di standard minimi riguardanti salari, condizioni di lavoro, sicurezza e salute. “È un principio di civiltà”, ha affermato, esprimendo preoccupazione per i segnali poco rassicuranti provenienti dai lavori del Consiglio. Secondo Nardella, la dimensione sociale della condizionalità rischia di essere indebolita, ridotta a una questione di discrezionalità per i singoli Stati membri. “Non possiamo accettare un passo indietro”, ha ribadito, sottolineando che una Pac moderna deve garantire il rispetto dei diritti delle persone, oltre a richiedere agli agricoltori di tutelare l’ambiente.
Equilibrio tra esigenze ambientali e sociali
L’attenzione di Nardella si concentra quindi sulla necessità di mantenere un equilibrio tra le esigenze ambientali e quelle sociali, affinché la Politica Agricola Comune possa davvero rispondere alle sfide del presente, senza compromettere i diritti dei lavoratori nel settore agricolo.
