Numeri, preferenze e sostenibilità: il gelato confezionato verso l’estate 2026

Il settore del gelato confezionato in Italia mostra segnali di ripresa per l’estate 2026, con crescita nei consumi domestici e aspettative positive per le vendite fuori casa.

Il settore del gelato confezionato si prepara ad affrontare l’estate 2026 con segnali di ripresa, dopo un 2025 che ha visto una stabilità a valore, ma un calo nei volumi. I dati recenti indicano un incremento nei consumi domestici, che ora rappresentano quasi la metà dell’intero fatturato del comparto. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i produttori sperano che questa tendenza positiva si traduca in un aumento della domanda anche nei consumi fuori casa, in vista di una stagione estiva che si prospetta calda e favorevole.

Produzione e fatturato del gelato in Italia

I dati diffusi da Unione Italiana Food rivelano che nel 2025 la produzione di gelato ha raggiunto le 261mila tonnellate, con un valore all’origine di circa 3 miliardi di euro. Il consumo pro capite è stato di quasi 3 chili. L’export ha segnato 116mila tonnellate, generando 468 milioni di euro, di cui il 64% destinato ai mercati europei. Questi numeri sottolineano il ruolo dell’Italia, che si colloca come seconda in Europa per valore della produzione e terza per volume.

Consumi domestici e dinamiche di mercato

Secondo un’analisi di NielsenIQ a fine 2025, il comparto del gelato domestico ha generato un fatturato di 1,5 miliardi di euro, mantenendo una stabilità, nonostante un calo dei volumi a 206 milioni di kg (-1,4%) e delle confezioni a 465 milioni (-3%). A sostenere il valore è stato l’aumento del prezzo medio, che ha raggiunto i 7,31 euro al kg (+1,5%). L’analista Elena Pezzotti di NielsenIQ ha sottolineato che la diminuzione delle promozioni ha influito negativamente sul mercato, con ripercussioni su diverse aree geografiche e canali di vendita.

Segmenti di mercato e aspettative per l’estate 2026

Analizzando i segmenti, i multipack, che rappresentano il 62% del mercato, hanno subito una flessione del -1,9% a volume e -4,7% in termini di unità. Gli stecchi hanno registrato un calo del -10,1% a volume. In controtendenza, ghiaccioli e prodotti simili sono cresciuti del +6,6% a volume, così come le barrette (+5,4%). Il segmento dei dessert gelato ha mostrato una crescita significativa, con un incremento del +20,7% a valore e i Bon Bon che hanno quasi raddoppiato il loro valore (+99,8%). I primi mesi del 2026 si sono aperti con un mercato in crescita, segnando un +9% a volume e un +10,7% a valore rispetto all’anno precedente.

Le aziende del settore puntano su queste tendenze per costruire le loro aspettative stagionali. Lorenzo Bagnoli, nuovo presidente della divisione gelato di Unione Italiana Food, esprime la speranza che la crescita continui durante l’estate, influenzando positivamente sia le vendite al dettaglio che i consumi fuori casa. Giuseppe Fascia, responsabile marketing di Froneri Italia, conferma un trend di crescita solida per il 2026, con un incremento del +26,4% a valore nei primi cinque mesi. Tuttavia, Sammontana, che celebra quest’anno 80 anni, si mostra più cauta, evidenziando che le condizioni meteorologiche e i flussi turistici giocheranno un ruolo cruciale nell’esito della stagione.

Evoluzione dei gusti e sostenibilità nel settore

Nell’ambito dei gusti, le aziende notano un cambiamento strutturale nel banco freezer, con il pistacchio e il mango che si affermano come preferiti. Si evidenziano tre tendenze principali. La prima riguarda il co-branding con la tradizione dolciaria, con marchi come Tonitto 1939 che introducono il gelato Grisbì e Elah che presenta il Cubik ispirato al mou. La seconda tendenza è rappresentata dal plant based: secondo Valsoia, che detiene il 77,5% del mercato, il gelato vegetale ha registrato un incremento del +3,7% nel 2025, in controtendenza rispetto a quello convenzionale. Infine, la premiumizzazione è un altro aspetto cruciale, con Froneri che potenzia la linea Nuii e introduce Baci Gelato, trasformando il banco freezer in uno spazio dove i consumatori cercano prodotti in linea con il loro stile di vita.

La sostenibilità emerge come un elemento fondamentale della qualità percepita. Il report intitolato “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, realizzato da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per l’Istituto del Gelato Italiano (IGI), presenta una filiera in evoluzione: quasi il 70% del latte utilizzato è di origine italiana, il cacao certificato sostenibile arriva al 98,5% e l’olio di palma residuo è certificato al 100%. Per quanto riguarda il packaging, il 72% delle confezioni è realizzato in carta, con oltre il 53% di materiale riciclato, mentre quasi la metà dell’elettricità utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Michelangelo Giampietro, presidente dell’IGI, sottolinea che il report rappresenta una guida per orientare le future strategie nel settore.