Oltre il palco: Ilaria Lorini si racconta dopo la vittoria come Miglior Sommelier d’Italia AIS 2025

Ilaria Lorini è stata incoronata Miglior Sommelier d’Italia AIS 2025, celebrando la passione per il vino e l’importanza della disciplina nel settore enologico.

Alla Stazione Leopolda di Firenze, il 15 febbraio 2025, si è svolta una celebrazione di grande importanza per il mondo enologico italiano. In un evento che ha visto la partecipazione di professionisti, appassionati e rappresentanti del settore, Ilaria Lorini, trentenne di Tavarnelle Val di Pesa (FI), è stata incoronata “Miglior Sommelier d’Italia AIS 2025 – Premio Trentodoc”. La competizione ha messo alla prova i migliori sommelier selezionati dalle varie regioni italiane, culminando in una finale avvincente.

La finale, promossa dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con l’Istituto Trentodoc, ha previsto prove impegnative come degustazioni alla cieca, abbinamenti cibo-vino, riconoscimento di distillati, stili birrai e oli, oltre a esercizi di comunicazione e di servizio. Il premio è stato consegnato a Ilaria da Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trentodoc, davanti a una giuria composta da ex vincitori, rappresentanti AIS e giornalisti del settore.

A pochi giorni dalla sua vittoria, Ilaria ha deciso di condividere la sua storia, parlando della sua vita al di fuori del palcoscenico delle competizioni, della sua passione per il vino e del percorso che l’ha portata a raggiungere questo prestigioso traguardo.

Chi è Ilaria lorini al di fuori del palcoscenico

Ilaria Lorini si descrive come una persona semplice e curiosa, profondamente legata alla sua terra d’origine. Con un percorso formativo in agronomia ed enologia, ha sempre vissuto a stretto contatto con il territorio. La sua scelta di intraprendere studi agrari è stata motivata dalla volontà di professionalizzare la sua passione, che si è poi trasformata in una carriera nel mondo del vino.

La passione di Ilaria per il vino affonda le radici nella sua infanzia. Ricorda con affetto i momenti passati con i nonni, dove il fiasco di vino era un elemento costante sulla tavola. Questa tradizione familiare ha avuto un impatto profondo su di lei, tanto che, dopo aver iniziato gli studi in agraria, ha deciso di iscriversi al corso per sommelier nel 2017. Ripensando a quel periodo, Ilaria si chiede come avrebbe reagito la giovane Ilaria del 2017 se avesse saputo che otto anni dopo sarebbe diventata Miglior Sommelier d’Italia.

L’importanza della disciplina nel mondo del vino

Per Ilaria, la disciplina è un elemento cruciale per raggiungere un obiettivo così ambizioso. La preparazione richiede un impegno costante, dato che la degustazione di una vasta gamma di vini richiede autocontrollo e metodo. Partecipare a eventi come Vinitaly non è un’attività da prendere alla leggera; è essenziale sapere cosa cercare e quali informazioni approfondire. Ilaria sottolinea che il mondo del vino è vasto e che c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere.

La comunicazione è un altro aspetto fondamentale nel suo lavoro. Ilaria osserva che alcuni colleghi tendono a posizionarsi su un gradino più alto rispetto ai clienti e ai produttori. Al contrario, lei crede nell’importanza di una comunicazione chiara e accessibile. Per Ilaria, il vino non ha bisogno di frasi ad effetto, ma di autenticità e verità.

Momenti indimenticabili della finale e il futuro come ambasciatrice Trentodoc

Il momento più emozionante per Ilaria durante la finale è stato quando è stata annunciata prima nello scritto. Ha avvertito un mix di emozioni intense: paura, gioia e sorpresa. Nonostante il sostegno dei colleghi e degli altri finalisti, quel momento rimarrà impresso nella sua memoria.

Assumere il ruolo di ambasciatrice per il Trentodoc rappresenta una grande responsabilità per Ilaria. Descrive il Trentodoc come un simbolo di territorio, identità e sacrificio. La complessità del suo ambiente, con pendii e temperature impegnative, rende la produzione di vino una vera sfida. Ilaria desidera raccontare la storia dei produttori e il valore delle vigne trentine, portando l’essenza del Trentino nel bicchiere.

Il supporto e l’insegnamento lungo il cammino

Ilaria riconosce di aver ricevuto supporto da molte persone lungo il suo percorso. I colleghi dell’AIS Toscana sono stati fondamentali, così come gli studenti a cui ha insegnato. L’insegnamento ha arricchito la sua esperienza, spingendola a trovare modi nuovi per comunicare concetti complessi. La sua migliore amica, che è anche una collega, è stata un sostegno costante, specialmente nei momenti più difficili.

Questa esperienza le ha insegnato che i risultati possono arrivare anche quando si è scettici sulle proprie capacità. In un contesto sociale che tende a sminuire il valore dell’individuo, Ilaria crede nell’importanza di valorizzare le proprie idee e la propria integrità. La coerenza e l’impegno, secondo lei, sono le chiavi per far arrivare il proprio messaggio.

Un messaggio per i futuri sommelier

Per coloro che aspirano a diventare sommelier, Ilaria offre un consiglio prezioso: questo percorso offre una nuova visione del mondo. Non sono necessarie solo grandi bottiglie; anche un semplice panino con il prosciutto può rivelare una complessità di sapori. La sua esperienza nel mondo del vino le ha insegnato a gustare la vita con maggiore attenzione. Ilaria sottolinea l’importanza di custodire il patrimonio della cultura enogastronomica, un tesoro da preservare per le future generazioni.