Pane Coccoi: un passo significativo verso il riconoscimento dell’Igp

Il pane Coccoi della Sardegna punta al riconoscimento IGP con una riunione pubblica il 3 marzo 2025, per tutelare la tradizione e la qualità del prodotto.

Il pane Coccoi, tipico della tradizione sarda, è caratterizzato da una preparazione a base di semola di grano duro, un cuore morbido e una crosta croccante. Questo prodotto, simbolo della cultura gastronomica dell’isola, è noto per le sue molteplici forme e decorazioni, che riflettono la storia e le tradizioni locali. Dopo aver accantonato il sogno di ottenere la prestigiosa DOP (Denominazione di Origine Protetta), il Comitato promotore del pane Coccoi si sta ora concentrando sull’ottenimento dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta). In questo contesto, è stata convocata una riunione di pubblico accertamento del disciplinare, organizzata dal Ministero dell’Agricoltura, per il 3 marzo 2025, alle ore 10:30, presso l’Hotel Regina Margherita di Cagliari.

Un passo cruciale verso il riconoscimento europeo

Maria Antonietta Dessi, coordinatrice del progetto, ha sottolineato l’importanza di questo incontro, definendolo come una fase decisiva nel percorso verso il riconoscimento della denominazione europea. Durante la riunione, verrà presentata la proposta di disciplinare e si raccoglieranno le osservazioni da parte di panificatori e altri soggetti interessati. La partecipazione è aperta a comuni, organizzazioni professionali, produttori e operatori economici, tutti invitati a contribuire al processo di riconoscimento.

Il Comitato promotore del pane Coccoi, presieduto da Gianfranco Porta, ha presentato l’istanza di riconoscimento con il supporto di enti come Agris, Laore, associazioni di categoria, l’Accademia Sarda Lievito Madre, Porto Conte Ricerche, e le Università di Sassari e Cagliari. Questo riconoscimento mira a garantire una tutela legale contro le imitazioni, assicurando ai consumatori la qualità e l’origine di uno dei prodotti più emblematici della Sardegna.

Tradizione e qualità nel pane Coccoi

Gianfranco Porta ha evidenziato che, se tutto procederà come previsto, questa riunione rappresenterà l’ultima tappa prima di presentarsi a Bruxelles per il riconoscimento ufficiale. Il Coccoi, ha affermato Porta, racconta la storia dei territori sardi. Il lavoro per ottenere il marchio DOP è durato tre anni e non deve andare perduto. Nonostante l’IGP non richieda specifiche, i panificatori sono fortemente motivati a mantenere viva la tradizione, utilizzando materie prime locali e lievito madre.

L’impegno del comitato non si limita al riconoscimento, ma si estende anche alla promozione del Coccoi nella ristorazione. Si punta a valorizzare figure capaci di raccontare l’unicità del prodotto e di creare opportunità per degustarlo, affiancandolo a piatti tipici della Sardegna. Il pane Coccoi non è solo un alimento, ma un elemento identitario che racchiude la cultura e le tradizioni di un’intera comunità.