Pausa pranzo: Roma mantiene le tradizioni, Milano si apre all’estero

Le abitudini alimentari a Roma e Milano nel 2025 mostrano una netta divisione tra tradizione e innovazione, con piatti tipici romani e opzioni globali milanesi.

Indagini e ricerche rivelano un panorama gastronomico interessante nelle città italiane, con Roma che celebra le sue tradizioni culinarie e Milano che si apre a sapori globali. Le scelte alimentari dei lavoratori italiani mostrano una netta divisione tra le due metropoli quando si tratta di cosa consumare durante la pausa pranzo.

Le preferenze gastronomiche a Roma e Milano nel 2025

Le abitudini alimentari degli italiani emergono da un’analisi condotta da Foorban, la compagnia food tech che ha rivoluzionato il modo di mangiare in ufficio attraverso i suoi frigoriferi intelligenti. Con oltre 700 unità operative in cinque regioni e più di 70.000 clienti unici, Foorban offre un osservatorio privilegiato sulle preferenze culinarie dei lavoratori. Questo permette a un team di nutrizionisti e specialisti del cibo di monitorare le tendenze e le scelte alimentari, adattando i menù secondo la stagionalità e le tradizioni locali.

Un’analisi di 50.000 ordini effettuati nel 2025, su un menù che comprende oltre 100 piatti, ha messo in luce come l’Italia si divida in due quando si tratta di pranzare, riflettendo le peculiarità delle due città. A Roma, le ricette tradizionali dominano: piatti come “Lasagne alla Bolognese”, “Caserecce al Ragù” e “Polpette di carne” occupano i primi posti, seguiti da un sorprendente “Risotto al Pomodoro” e dal “Tortino di Patate e Scamorza al forno”. In contrasto, a Milano, il “Risotto allo Zafferano” è l’unico piatto a rappresentare la tradizione locale, classificandosi secondo dopo un piatto dal sapore internazionale: la Tajine di pollo con Cous Cous, il piatto più venduto nel capoluogo lombardo. Seguono due opzioni vegane, il Curry Estivo Vegan e le Polpettine vegane con crema di piselli al curry, concludendo la Top 5 milanese con i Burritos verdi con maiale.

“I dati del 2025 sulla pausa pranzo riflettono l’evoluzione delle abitudini alimentari e le differenze culturali tra Roma e Milano: mentre a Roma la tradizione culinaria è un elemento irrinunciabile, a Milano si nota una crescente apertura verso piatti internazionali e opzioni vegetariane e vegane”, afferma Alberto Cavaleri, Head of Food di Foorban. “Questa analisi non solo evidenzia le tendenze, ma fornisce anche spunti per innovare continuamente il nostro menù, rispondendo alle esigenze di una forza lavoro sempre più diversificata e internazionale. L’equilibrio tra autenticità e varietà globale è fondamentale, come dimostrano la Tajine di pollo a Milano e le classiche Lasagne alla Bolognese a Roma”, aggiunge il manager.

Previsioni per il 2026: i cibi del futuro secondo Chat GPT

Con l’analisi del 2025 completata, Foorban si è divertita a esplorare le possibili tendenze del 2026, utilizzando l’Intelligenza Artificiale. Quando è stato chiesto a ChatGPT quali sarebbero stati i Top 5 cibi per la pausa pranzo in Italia nel 2026, la risposta è stata immediata: in cima alla lista ci saranno zuppe, vellutate e passati, considerati comfort food moderni e nutrienti; al secondo posto, piatti unici bilanciati, dove le proteine magre e i carboidrati si combinano con verdure e insalata; al terzo posto, la pasta, in particolare nelle varianti pronte da scaldare; al quarto, legumi e proteine vegetali, come tempeh e tofu, insieme a ceci e lenticchie; infine, al quinto posto si trovano quelli che l’IA definisce superfood on the go (avocado, quinoa, semi o yogurt), presentati in lunch-box o consumati tra una call e l’altra.

“Chiedere previsioni per il 2026 all’Intelligenza Artificiale è stato interessante, e i trend indicati rispecchiano ciò che osserviamo quotidianamente nel nostro lavoro, in particolare per quanto riguarda i piatti unici bilanciati, la pasta e i legumi. I trend mostrano la necessità di offrire varietà nei menù e soluzioni che uniscano sapore e equilibrio nutrizionale, aspetti molto richiesti sia dalle aziende che dai dipendenti”, conclude Alberto Cavaleri, Head of Food di Foorban.