Pecorino Romano Dop: produzione di 39 milioni di chili nell’ultima campagna

Produzione di 39 milioni di chili di Pecorino Romano Dop nella campagna 2024/2025, con focus su export e sfide legate ai dazi statunitensi.

Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano Dop saranno prodotti nella campagna 2024/2025, coinvolgendo quasi 9mila allevatori e 47 caseifici. I dati sono stati presentati durante l’assemblea annuale del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, svoltasi a Siamaggiore (provincia di Oristano) il 15 marzo 2026. L’export rappresenta il 60% della produzione totale, evidenziando l’importanza di questo prodotto nel mercato internazionale.

Produzione e Mercato Interno

La Sardegna continua a essere il fulcro della produzione, generando il 92% del totale. Nel mercato interno, le vendite nella grande distribuzione hanno registrato un incremento per il secondo anno consecutivo, con un aumento del 4,3%. Si stima un consumo complessivo di 123mila quintali, ma nonostante i volumi in crescita, il valore del prodotto ha subito una flessione, che il Consorzio giudica ingiustificata. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato estero, con 131mila quintali, seguiti dall’Unione Europea con quasi 55mila quintali e un incremento del 2,4%. Notevoli le crescite registrate in Regno Unito (+8,6%), Canada (+16%) e Australia (+19,6%).

Dazi e Tutela del Marchio

Un tema cruciale rimane quello dei dazi imposti dagli USA. A seguito dell’introduzione di un nuovo dazio del 15% nell’agosto 2025 e della sua dichiarazione di illegittimità avvenuta a febbraio 2026, Washington ha applicato un dazio generale del 10% attraverso la Section 122 del Trade Act, attualmente in vigore. Il Consorzio ha condotto nel 2025 una missione diplomatica a Washington, collaborando con lo studio legale Gibbons per cercare di ottenere un consenso bipartisan sull’esenzione tariffaria. Sul fronte della tutela, l’Uspto, l’ufficio statunitense dei marchi e brevetti, ha riconosciuto il marchio tridimensionale del Pecorino Romano come incontestabile negli USA, mentre proseguono le azioni legali contro l’uso improprio del nome “Romano” in Centro America.

Commenti e Prospettive Future

“I dati confermano la solidità di una filiera in crescita, nonostante un contesto internazionale difficile”, ha dichiarato il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi. “Sebbene il mercato interno nel 2025 abbia mantenuto i volumi, ha evidenziato una progressiva e ingiustificata diminuzione del valore. Il 2025 sarà ricordato soprattutto per l’intensa attività diplomatica svolta negli USA, fino al Congresso americano. Ci sono ancora molte sfide da affrontare e la situazione rimane incerta, ma continueremo a difendere con determinazione il valore del Pecorino Romano Dop e il lavoro di migliaia di allevatori e produttori”. Il direttore Riccardo Pastore ha aggiunto: “Investire nella promozione internazionale significa rafforzare il valore del Pecorino Romano sui mercati esteri. Questi progetti supportano le imprese della filiera e valorizzano un patrimonio di tradizioni, competenze e cultura”.