Pecorino romano grattugiato richiamato negli Usa per rischio listeria: allerta di classe I

La FDA eleva il richiamo al livello massimo per alcuni pecorini romani grattugiati distribuiti negli Usa. Nessun caso segnalato, ma l’invito è a non consumare i prodotti.
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Negli Stati Uniti scatta l’allerta alimentare di classe I per uno dei formaggi italiani più noti sui mercati esteri. Il pecorino romano grattugiato prodotto dalla Ambriola Company è stato richiamato dopo che test di laboratorio hanno rilevato la possibile presenza di Listeria monocytogenes.

La decisione dellFood and Drug Administration colloca il caso nel livello più grave dei richiami, quello riservato alle situazioni in cui esiste una ragionevole probabilità che il consumo possa provocare gravi conseguenze per la salute o, nei casi estremi, la morte.

Il richiamo riguarda diversi prodotti commercializzati con marchi differenti e in varie confezioni, tutti riconducibili alla stessa filiera produttiva. Il formaggio è stato distribuito a livello nazionale negli Stati Uniti, in particolare presso grandi catene della distribuzione, con vendite che includono vaschette, buste e anche prodotto sfuso.

Alcune date di scadenza arrivano fino al maggio 2026, un elemento che rende l’allerta più insidiosa: è possibile che le confezioni siano ancora presenti nei frigoriferi dei consumatori.

Le autorità sanitarie statunitensi precisano che, al momento, non risultano casi di malattia segnalati collegati al consumo del prodotto. Nonostante ciò, le raccomandazioni sono nette: il formaggio non deve essere consumato e va restituito al punto vendita o smaltito. Tra i marchi coinvolti figurano nomi noti sul mercato americano e anche denominazioni conosciute in Italia, tutti con indicazione di prodotto importato dall’Italia, come previsto per una Dop.

La listeriosi può manifestarsi con febbre, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali, ma nelle forme invasive può evolvere in sepsi o meningite. Particolarmente a rischio sono le donne in gravidanza, per le quali l’infezione può causare aborto spontaneo o gravi complicanze neonatali, oltre ad anziani e soggetti immunodepressi. Chi ritiene di aver consumato il prodotto e presenta sintomi è invitato a contattare tempestivamente il medico.

La vicenda apre interrogativi che vanno oltre i confini statunitensi. Il pecorino romano è uno dei simboli dell’export agroalimentare italiano e un richiamo di classe I negli Usa incide anche sull’immagine e sulla fiducia dei consumatori. Su questo punto interviene Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che rilancia l’allerta invitando i cittadini italiani residenti o in viaggio negli Stati Uniti a prestare la massima attenzione, evitando l’acquisto e il consumo del prodotto interessato, anche come ingrediente su pizza o piatti pronti.

Al momento non risultano lotti commercializzati in Italia, ma il Ministero della Salute ha avviato, in via precauzionale, contatti con le autorità estere per ottenere ulteriori informazioni su Paesi e partite coinvolte. Le indagini sulla possibile origine della contaminazione proseguono, mentre le autorità sanitarie continueranno a monitorare eventuali casi e ad aggiornare le indicazioni per i consumatori.