Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha ribadito l’importanza del legame tra cibo e ambiente nel corso di un convegno tenutosi oggi, 15 gennaio 2025, presso il Teatro Civico di Vercelli, Piemonte. Durante l’evento intitolato “Il gusto di cambiare”, Petrini ha evidenziato come il cibo sia il principale responsabile del disastro ambientale globale. “Una parte dell’umanità soffre per la mancanza di alimenti, mentre un’altra parte si trova a fronteggiare problemi legati a un eccesso di cibo. Queste due realtà sono due facce della stessa medaglia”, ha dichiarato. Ha invitato tutti a riflettere sullo spreco alimentare e sull’impatto che questo ha sull’ecosistema.
Appello ai leader mondiali
Lo scorso ottobre, Slow Food aveva lanciato un appello ai leader mondiali in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, affermando che “non c’è giustizia climatica senza giustizia alimentare”. Questo richiamo è avvenuto in vista della Cop30 di Belém, sottolineando la necessità di porre la transizione dei sistemi alimentari al centro dei negoziati sul clima.
Dati allarmanti sulla produzione alimentare
Durante il suo intervento a Vercelli, Petrini, che è anche il fondatore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha fornito dati allarmanti: attualmente, l’umanità produce cibo sufficiente per 12 miliardi di persone, mentre la popolazione mondiale è di 8,4 miliardi. Il 30% del cibo prodotto viene sprecato, con un miliardo e mezzo di tonnellate di alimenti che ogni anno vengono gettati, dopo aver consumato preziose risorse come terreni fertili e miliardi di litri d’acqua. A fronte di ciò, ci sono circa 800 milioni di persone, tra cui molti bambini, che non hanno accesso a cibo sufficiente. “Le nostre azioni sono strettamente collegate a questa situazione”, ha affermato.
Il ruolo dei giovani nella transizione ecologica
Rivolgendosi a una platea di studenti, Petrini ha esortato i giovani a prestare attenzione alle conseguenze delle loro azioni e a non sottovalutare la portata della transizione ecologica. “Voi siete la prima generazione a vivere in questa nuova fase storica e avrete un ruolo chiave nel cambiamento”, ha sottolineato. Ha messo in guardia sulla necessità di essere più cauti e di agire con prudenza, poiché il periodo di transizione potrà durare non solo decenni, ma anche secoli.
Cambiamento climatico e responsabilità collettiva
Petrini ha anche toccato il tema del cambiamento climatico, evidenziando come stia causando mutamenti irreversibili in molte parti del mondo. “Dobbiamo essere consapevoli del dramma umano che si consuma nel Mediterraneo, con persone che cercano di raggiungere l’Europa. È fondamentale concepire un sistema in cui le nostre realtà produttive interagiscano con queste difficoltà”, ha concluso. La transizione ecologica richiede un cambiamento nei comportamenti individuali e collettivi.
