Pietro Recchia firma due dessert ispirati a Rothko e Burri per l’Amistà

Pietro Recchia firma due dessert per il Ristorante Amistà ispirati a Rothko e Burri, trasformando colore e materia in un’esperienza gastronomica.
Pietro Recchia firma due dessert ispirati a Rothko e Burri per l’Amistà Pietro Recchia firma due dessert ispirati a Rothko e Burri per l’Amistà

Pietro Recchia firma due dessert per il Ristorante Amistà, proponendo un dialogo tra arte contemporanea e pasticceria attraverso colore e materia.

L’idea nasce all’interno del contesto del Byblos Art Hotel Villa Amistà, dove le opere presenti negli ambienti accompagnano gli ospiti fino alle sale del ristorante.

Il Pastry Chef, originario di Bari e diplomato all’Istituto d’Arte di Monopoli, affronta la progettazione dei dolci partendo da forme, superfici, equilibri e percezioni. Nel processo creativo, ingredienti e consistenze vengono poi integrati in modo che aspetto visivo ed esperienza gustativa restino in relazione, senza sovrapporsi completamente.

L’obiettivo non è riprodurre un quadro attraverso il cibo, ma tradurre il linguaggio compositivo in un’esperienza gastronomica.

Verde e Rosso, ispirazione Rothko (menu Terrae)

Da questa ricerca nascono Verde e Rosso, inserito nel menu Terrae e ispirato alla pittura di Mark Rothko e alle sue Color Field Paintings.

Il dessert utilizza fragola, fiori di ibisco, lattuga e verbena per costruire una composizione in cui il colore diventa l’elemento attorno al quale prende forma l’intero piatto.

La proposta rinuncia a qualsiasi immagine figurativa riconoscibile e si concentra su superfici, contrasti ed equilibri. Coerentemente con la ricerca di Rothko, il colore viene impiegato per creare uno spazio percettivo in cui lo sguardo può soffermarsi prima dell’assaggio.

Recchia applica questo principio attraverso una composizione essenziale, costruita per sottrazione: il primo approccio è visivo e solo in un secondo momento arriva il gusto. Osservazione e degustazione mantengono una propria autonomia.

Nero Plastica, ispirazione Burri (menu Oltre il Confine)

Nel menu Oltre il Confine trova spazio Nero Plastica, legato alla ricerca materica di Alberto Burri.

Il dessert prende ispirazione dall’omonima serie di Alberto Burri e utilizza cioccolato, pane tostato e nocciola per costruire una composizione basata su consistenze, stratificazioni e contrasti.

La superficie assume un ruolo centrale: non rappresenta soltanto l’aspetto esteriore, ma diventa parte della struttura e contribuisce all’esperienza gustativa attraverso elementi che si rompono, si sovrappongono e si contrappongono.

Il riferimento richiama la serie Nero Plastica di Burri: l’artista sottopone la plastica all’azione del fuoco trasformandola in superfici irregolari segnate da pieghe, tensioni e rotture. L’interesse per Recchia riguarda l’idea di una materia in continuo mutamento, non la replica di un’opera.

Per questo la composizione rinuncia a una superficie perfettamente integra e levigata, privilegiando frammentazioni e discontinuità: le diverse consistenze diventano elementi strutturali da cui si sviluppano profondità, contrasti e sensazioni gustative.

Il dialogo con Burri era già stato affrontato dallo chef in un precedente dessert ispirato a Grande Rosso. Nero Plastica rappresenta quindi un ulteriore sviluppo della ricerca che utilizza l’opera dell’artista come riferimento per la progettazione del dolce.

Un’esperienza che nasce dalla composizione

Rothko e Burri offrono a Recchia due prospettive differenti: la prima orienta verso colore, sottrazione e percezione dello spazio; la seconda verso materia, superficie e trasformazioni legate a frattura e stratificazione.

In entrambi i casi, la formazione artistica dello chef entra nel processo creativo senza trasformare il piatto nella riproduzione di un’opera: il colore può diventare ingrediente e la superficie può tradursi in consistenza.

Al Ristorante Amistà il dessert viene concepito come un’esperienza che va oltre la funzione di ultima portata: l’osservazione precede l’assaggio e il percorso gastronomico prosegue attraverso ciò che l’ospite vede, ciò che percepisce al palato e il ricordo che ne conserva.

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Fonte originale: Pietro Recchia interpreta Rothko e Burri nei dessert del Ristorante Amistà – Notizie sulla Ristorazione, Horeca e Foodservice HorecaNews.it