La storica pasticceria Pintauro di Napoli ha riaperto le sue porte, attirando una lunga fila di appassionati al civico 275 di Via Toledo. Questo locale, fondato nel 1818 da Pasquale Pintauro, è considerato un vero e proprio tempio della sfogliatella. Dopo un attento restauro, il negozio si presenta in tutto il suo splendore, con un’insegna in marmo e oro che brilla sotto una luce soffusa, creando un’atmosfera nostalgica e accogliente.
Nuovo proprietario e progetto ambizioso
Il nuovo proprietario, Francesco Bernardo, ha avviato un progetto ambizioso per riportare il locale al suo antico splendore, combinando elementi tradizionali e moderni. Il restauro è stato affidato a uno studio tecnico rinomato, e la ricetta originale della sfogliatella è stata acquistata e custodita gelosamente. Bernardo ha formato una squadra di pasticceri, guidata da un socio artigiano, per perfezionare ulteriormente il prodotto e dotare il laboratorio di attrezzature all’avanguardia. “Che un luogo come Pintauro, dopo l’acquisto, potesse finire destinato a un’attività di natura differente mi sconcertava. Da cui l’idea di acquistarne anche il brand con la ricetta”, ha dichiarato Bernardo, sottolineando l’importanza di mantenere viva la tradizione.
Restauro conservativo e rivitalizzazione
Il restauro conservativo, curato dall’architetto Antonio Martiniello dello Studio Keller, ha avuto come obiettivo non solo la conservazione, ma anche la rivitalizzazione degli spazi storici. Martiniello ha affermato che la sfida consisteva nel far vivere il locale senza tradirne l’essenza. Attraverso un’approfondita ricerca storica, è stata ricostruita l’identità del luogo, rendendolo nuovamente attrattivo per i passanti di Via Toledo, sempre più affollata grazie alla presenza di nuovi esercizi commerciali. La storia di Pintauro è stata reinterpretata in chiave contemporanea, senza cadere nel rischio di un approccio museale.
Elementi di design e funzionalità
Il restauro ha riportato alla luce le vetrine in stile Ottocento, che erano state alterate nel tempo, ripristinando decorazioni Liberty e marmi bianchi di Carrara, inclusi quelli del bancone storico. Sono stati anche inseriti elementi di design moderno e attrezzature per rendere il locale attuale, efficiente e adatto al funzionamento di una pasticceria contemporanea. Martiniello ha descritto il lavoro come una delicatezza di ricostruzione dell’illuminazione, capace di restituire profondità e intimità all’ambiente.
Il volto di Pintauro 2026
Il volto di Pintauro 2026 è rappresentato da Peppe Tomei, un pasticcere con sessant’anni di esperienza, di cui quarantuno trascorsi proprio in questa storica pasticceria. Tomei accoglie clienti vecchi e nuovi, servendo la famosa “folla e’ Pintauro“, la sfogliatella calda e profumata, il cui successo è legato alla sua origine, risalente a quando la ricetta fu mutuata dalle suore del convento di Santarosa sulla Costa d’Amalfi.
Prezzo e qualità della sfogliatella
Il prezzo di tre euro per la sfogliatella, considerata l’icona dolciaria di Napoli, è visto come un investimento nella qualità e nella professionalità. Bernardo ha spiegato che questo prezzo consente di mantenere standard elevati e di coprire i costi. La scelta tra la sfogliatella riccia e quella frolla è un dilemma per molti, richiamando anche versi dialettali che celebrano entrambe le varianti.
Impegno per la tradizione
Il pasticcere e socio di Bernardo, Davide Piterà, ha garantito che le sfogliatelle sono sempre calde e fedeli alla ricetta storica, con ingredienti di alta qualità. Per lui, la sfogliatella è un dolce da gustare passeggiando per Via Toledo, un’esperienza che continua a richiamare l’attenzione dei napoletani e dei turisti.
