PlanEat introduce la figura del Custode della Natura nel CdA italiano

PlanEat diventa la prima azienda italiana a includere la Natura nel Consiglio di Amministrazione, introducendo il Custode della Natura per tutelare gli ecosistemi e promuovere la sostenibilità.

Il 2025 segna una data storica per l’Italia, con la Natura che entra formalmente a far parte di un Consiglio di Amministrazione. Questo traguardo è stato raggiunto da PlanEat, una società benefit operante nel settore foodtech, che ha apportato modifiche significative al proprio statuto introducendo la figura del Custode della Natura. Questo nuovo amministratore avrà il compito di tutelare gli ecosistemi, con obblighi giuridici ben definiti.

La decisione di PlanEat rappresenta un’applicazione innovativa del modello internazionale Onboarding Nature, rimettendo al centro del dibattito il tema della sostenibilità nella governance aziendale.

Un riconoscimento internazionale per il progetto onboarding nature

Il progetto Onboarding Nature ha trovato in PlanEat il primo caso concreto di applicazione in Italia. Recentemente, l’iniziativa ha ricevuto il prestigioso Grunin Prize for Social Entrepreneurship and Impact Investing, conferito dal NYU Law Grunin Center di New York, uno dei riconoscimenti più significativi a livello internazionale per le innovazioni giuridiche con impatto sociale e ambientale.

Chi è planeat e come combatte lo spreco alimentare

PlanEat, fondata nel marzo 2020 da Nicola Lamberti, già noto per aver creato Trovaprezzi, è una società benefit che ha sviluppato una piattaforma per ridurre lo spreco alimentare. L’azienda si distingue per due principali attività: da un lato, offre la spesa online basata su ricette, fornendo ingredienti dosati e confezionati in contenitori riutilizzabili; dall’altro, supporta la ristorazione collettiva, contribuendo a limitare gli sprechi nelle mense scolastiche e aziendali attraverso una pianificazione anticipata dei pasti.

Dalla sua nascita, PlanEat ha gestito oltre 1.013.880 ordini e ha recuperato circa 124 tonnellate di cibo. Tra i suoi clienti si annoverano nomi come Bending Spoons, AstraZeneca, Galbusera e la Fondazione Milano Cortina.

La prima azienda italiana che porta la natura nel cda

Il modello alla base di questa iniziativa è stato sviluppato da B Lab Benelux, Earth Law Center e Nyenrode Business Universiteit. Il framework prevede quattro livelli di coinvolgimento della Natura nelle decisioni aziendali: come fonte d’ispirazione, azionista, advisor e amministratore. PlanEat ha scelto di adottare l’ultima opzione, diventando così la prima azienda italiana a implementare questo principio con una modifica statutaria.

La versione italiana del toolkit, creata da B Lab Italia in collaborazione con lo studio legale RPLT RP legalitax, è stata presentata nel novembre 2024 su L’Economia del Futuro del Corriere della Sera, citando realtà italiane attive nel campo come illycaffè, Almo Nature ed EcorNaturaSì. PlanEat ha fatto un passo avanti, conferendo alla Natura un ruolo diretto nel Consiglio di Amministrazione.

Dal caso faith in nature al diritto societario italiano

Un esempio internazionale significativo è rappresentato da Faith in Nature, un’azienda britannica di cosmetici naturali che nel 2022 ha introdotto nel proprio statuto un consigliere per rappresentare gli interessi della Natura. PlanEat ha adattato questo modello al contesto giuridico italiano, affrontando le differenze tra i due ordinamenti.

L’architettura giuridica è stata sviluppata da Nicola Carù e Riccardo Ruosi di RPLT RP legalitax, attraverso il progetto Onboarding Nature, per la prima volta applicato al diritto societario italiano. Emiliano Giovine, vicepresidente di GAIL (Global Alliance for Incubating Legaltech), ha contribuito a portare questo modello nel dibattito accademico e giuridico internazionale.

Quali poteri ha il custode della natura

Il sistema si basa sulle “Materie Rilevanti per la Natura”, che comprendono decisioni strategiche come la scelta dei fornitori, il packaging e gli investimenti. Per deliberare su queste materie, è necessaria la presenza del Custode della Natura, senza la quale il Consiglio di Amministrazione non può validamente prendere decisioni.

Il Custode redige un parere scritto per ciascuna materia, valutando l’impatto ambientale. Se il CdA decide di discostarsi dalle indicazioni fornite, è obbligato a motivare pubblicamente la scelta. Alla fine di ogni esercizio, il Custode presenta un rapporto annuale sugli effetti delle decisioni sugli ecosistemi, rendendo trasparenza, tracciabilità e responsabilità obblighi formalmente integrati nello statuto.

I requisiti richiesti per il ruolo

Lo statuto di PlanEat prevede criteri specifici per la nomina del Custode della Natura, richiedendo una laurea in discipline ambientali, giuridiche, economiche o ingegneristiche, oppure almeno cinque anni di esperienza professionale equivalente. È necessaria l’assenza di condanne per reati ambientali e conflitti di interesse. Il ruolo può essere ricoperto anche da una persona giuridica, come una ONG, in conformità alla massima n. 100 del Consiglio Notarile di Milano.

Le implicazioni sul piano legale

L’introduzione del Custode della Natura ha conseguenze significative per la responsabilità degli amministratori. Nel contesto normativo europeo ESG, un organo amministrativo privo di strumenti per gestire i rischi ambientali potrebbe incorrere in responsabilità verso gli azionisti. La presenza di un Custode rappresenta un modo per gestire il rischio legale all’interno del Consiglio di Amministrazione, poiché la business judgment rule protegge le decisioni discrezionali, ma non l’assenza di procedure adeguate.

Le dichiarazioni

Nicola Lamberti, fondatore di PlanEat, ha dichiarato: «Con questa scelta, la Natura entra nel nostro Consiglio di Amministrazione non come un concetto astratto, ma come il sistema vivente da cui tutti dipendiamo». Ha sottolineato l’importanza di riconoscere una voce concreta alla Natura, in quanto la sostenibilità non può essere separata dal futuro degli ecosistemi e delle persone.

Nicola Carù, avvocato specializzato in Corporate M&A e Impact Investing, ha evidenziato l’importanza di affrontare la sfida della tutela della Natura attraverso meccanismi di governance giuridicamente efficaci. Romina Lardo, Sustainability, ESG & Corporate Culture Manager di PlanEat, ha aggiunto che con l’introduzione del Custode della Natura, la sostenibilità diventa una responsabilità integrata nella governance aziendale.

Un dibattito che supera i confini dell’impresa

L’implementazione del Custode della Natura da parte di PlanEat stimola una riflessione più ampia sul ruolo delle imprese nella transizione ecologica. I diritti della Natura stanno emergendo come tema di rilevanza crescente, con paesi come Ecuador e Bolivia che hanno già integrato questi principi nelle loro costituzioni. In Europa, il percorso normativo è ancora in fase iniziale, ma le aziende possono fungere da laboratorio per introdurre nuovi modelli di governance che rappresentino gli ecosistemi nei processi decisionali.