Pomezia celebra il Torvicello: un’inizativa dedicata a memoria e identità

La Masterclass del Torvicello a Pomezia ha rinverdito la tradizione gastronomica locale, unendo formazione, degustazione e storia per preservare l’identità culturale della comunità.

Pomezia ha recentemente ospitato un appuntamento che ha riportato al centro non solo una preparazione gastronomica, ma un pezzo di storia collettiva. La Masterclass del Torvicello, promossa dal Comune di Pomezia in collaborazione con ARSIAL, ha acceso i riflettori su una tradizione che nasce dalla vita quotidiana e dal lavoro della terra, diventando occasione di incontro, formazione e racconto del territorio.

Al centro dell’iniziativa c’è il torvicello, una pasta che affonda le sue radici nella cultura contadina locale. Apparentemente semplice, è frutto di un impasto che unisce farine di farro, integrale e 00. Il farro, cereale antico, richiama il lavoro dei contadini arrivati durante la bonifica e restituisce il senso di una cucina essenziale, legata alla terra e ai suoi ritmi. La lavorazione richiede attenzione e manualità: ogni pezzo è diverso dall’altro, perché porta con sé il segno di chi lo ha creato.

La prima giornata della masterclass è stata dedicata alla formazione, con il coinvolgimento degli studenti degli istituti alberghieri di Anzio, Marino e Castelfusano. Un momento di apprendimento basato sull’osservazione diretta e sull’ascolto, pensato per trasmettere un sapere artigianale che non può essere standardizzato. La manualità, in questo percorso, diventa valore centrale e strumento di continuità tra generazioni.

Il secondo giorno ha rappresentato il cuore dell’evento. Chef, content creator e giornalisti del settore si sono confrontati sul significato della tradizione e sulle sue possibili letture contemporanee. La degustazione ha offerto l’occasione per presentare diverse interpretazioni del torvicello, ispirate sia al mare sia alla terra, mettendo in evidenza come una ricetta identitaria possa dialogare con il presente senza snaturarsi.

Il percorso si è concluso con un ritorno alle origini della città. La visita al Museo del ’900, guidata dalla dottoressa Claudia Montano, ha accompagnato i partecipanti in un racconto fatto di immagini, documenti e memoria. Un passaggio che ha rafforzato il legame tra la pasta e la storia di Pomezia, mostrando come il torvicello possa diventare simbolo di identità e appartenenza.

La Masterclass del Torvicello ha così restituito il senso più autentico della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale. Non solo un evento gastronomico, ma un’esperienza capace di unire comunità, formazione e memoria, lasciando un’eredità che va oltre il piatto e parla di radici, territorio e futuro condiviso.

A sottolineare il valore identitario di questa esperienza è stato anche il Sindaco di Pomezia, Veronica Felici, che ha dichiarato:  «Il Torvicello nasce da un impasto che racconta la nostra storia, fatto di farina di farro, farina integrale e farina 00. Ingredienti  semplici e popolari che parlano di lavoro, di terra e di comunità. È un prodotto di cui andare orgogliosi, perché racchiude l’identità di Pomezia e il percorso di chi questo territorio lo ha costruito.»