L’Associazione Nazionale “Le Donne del Vino” ha riaffermato, durante l’evento Vinitaly tenutosi a Verona il 10 aprile 2025, il proprio impegno nella promozione di una visione del vino che integra aspetti imprenditoriali, culturali e sociali. La serata si è svolta presso Villa Della Torre, ospitata dalla socia veneta Marilisa Allegrini, e ha visto la partecipazione di oltre 140 persone tra produttrici, rappresentanti istituzionali e protagonisti del settore vinicolo. Durante l’evento, sono state presentate 90 etichette di aziende femminili, e sono stati conferiti tre premi a realtà che, attraverso il cibo, contribuiscono a generare un impatto positivo nella società.
Riconoscimenti per il sociale e la sostenibilità
Il premio “Cibo per la Vita, oltre il confine” è stato assegnato alla Fondazione Cesvi, rappresentata dal fondatore Maurizio Carrara. Questo riconoscimento evidenzia l’impegno costante dell’organizzazione nelle emergenze umanitarie e nei contesti di guerra, supportando donne e famiglie in situazioni di vulnerabilità. Attraverso iniziative innovative come “Arance contro la povertà”, Cesvi si impegna a promuovere l’autonomia, lo sviluppo sostenibile e il riscatto sociale, trasformando le comunità in difficoltà.
Un altro premio, “Cibo, economia del rispetto e sostenibilità”, è andato a Slow Food, ritirato da Laura Norese, guida principale di Slow Wine e coordinatrice della Banca del Vino. Questo riconoscimento mette in luce l’importante lavoro di Slow Food nel promuovere un modello di sviluppo che rispetti la terra, le comunità e le persone coinvolte nella produzione alimentare. L’associazione, attraverso le sue azioni culturali e sociali, valorizza anche il ruolo delle donne all’interno della filiera agroalimentare.
Progetti di resilienza e cambiamento sociale
Il premio “Cibo, inclusione e dignità” è stato conferito a Alle Cuoche Combattenti, ritirato da Roberta Urso, una Donna del Vino siciliana e consigliere nazionale. Fondata da Nicoletta Cosentino, questa iniziativa rappresenta un esempio tangibile di resilienza e riscatto. Le donne che hanno vissuto esperienze di violenza riescono a trasformare il loro vissuto in una forza positiva, creando percorsi di indipendenza economica e autonomia personale. Questo progetto, attraverso il cibo, diventa uno strumento di rinascita e cambiamento sociale, diffondendo un messaggio di autodeterminazione, speranza e dignità. Marilisa Allegrini ha sottolineato come la serata dimostri che il vino può essere un veicolo di valori profondi, cultura e impegno verso la società.
La presidente dell’associazione, Daniela Mastroberardino, ha affermato che “Vinitaly ci lascia un segnale chiaro: il settore è vivo, attento e pronto ad affrontare le sfide con responsabilità”. Ha aggiunto che come Donne del Vino, credono che il futuro dipenda dalla capacità di costruire reti e sostenere coloro che, attraverso il cibo, generano cambiamento.
Barbara Ferro, Amministratore Delegato di Veronafiere, ha commentato che eventi come questo dimostrano la forza di una comunità in grado di fare sistema. Vinitaly si conferma come una piattaforma di relazioni e contenuti, capace di valorizzare esperienze che uniscono impresa e impegno sociale.
