Programma di agronomia della nocciola: Ferrero lancia la seconda edizione

La Ferrero Hazelnut Company annuncia la continuazione dell’Hazelnut Agronomy Program per sostenere la filiera della nocciola, affrontando sfide di innovazione e sostenibilità.

La scuola tecnica italiana dedicata alla nocciola si prepara a una nuova edizione. Durante l’Hazelnut Summit, tenutosi il 15 gennaio 2025 presso il Parlamento Europeo di Roma, la Ferrero Hazelnut Company (HCo) ha annunciato la continuazione dell’Hazelnut Agronomy Program. Questo programma, realizzato in collaborazione con l’European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS) e il Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali (CONAF), mira a creare una rete di agronomi e professionisti specializzati nel settore della nocciola.

Il summit ha segnato la conclusione del primo anno del programma, presentando le proposte e le soluzioni elaborate dai gruppi di lavoro. I risultati ottenuti hanno superato le aspettative iniziali, dimostrando l’efficacia del percorso formativo.

Il contesto della filiera: 95.000 ettari in difficoltà

Il programma è stato concepito per supportare la filiera italiana della nocciola, affrontando le sfide legate all’innovazione, alla sostenibilità e alla formazione professionale. Attualmente, il settore si estende su circa 95.000 ettari, ma negli ultimi anni ha visto un significativo calo della produzione. Fenomeni climatici estremi, come ondate di calore e piogge irregolari, unitamente a parassiti e nuove malattie delle piante, hanno messo in crisi molte aziende agricole. La necessità di affrontare questi problemi richiede una cooperazione tra imprese, produttori, tecnici e ricercatori, per sviluppare competenze condivise e strategie di lungo termine.

I risultati del primo anno di attività

Il programma, finanziato interamente da Ferrero HCo, ha previsto tre fasi: formazione online, incontri in presenza e un evento conclusivo. Più di 1.000 partecipanti, tra agronomi, tecnici di cooperative e studenti di scienze agrarie, hanno beneficiato di oltre settanta ore di formazione. I 120 partecipanti più attivi hanno partecipato a quattro sessioni pratiche nelle regioni di Piemonte, Umbria, Lazio e Campania, in collaborazione con le Università di Torino, Tuscia, Perugia e Salerno. I gruppi di lavoro hanno affrontato le sfide reali del settore, creando un dialogo costante tra esperti, da cui è emersa la nuova Community di professionisti.

Il ruolo cruciale del dottore agronomo

La continuità del programma si basa sulla convinzione che la collaborazione tra imprese, professione, ricerca e istituzioni sia fondamentale per garantire qualità e sostenibilità nella filiera della nocciola. In questo contesto, il dottore agronomo svolge un ruolo chiave, traducendo l’innovazione in pratiche agricole e supportando gli imprenditori con competenze tecniche e gestionali.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Marco Botta, General Manager di Ferrero Hazelnut Company, ha sottolineato l’importanza delle oltre mille adesioni al programma, evidenziando il bisogno di competenze nel settore. “Il Summit di oggi non è solo un bilancio, ma un’opportunità per annunciare la seconda edizione del programma e rafforzare il legame con la nocciola italiana”, ha dichiarato.

Carlo Alberto Pratesi, Presidente dell’EIIS, ha aggiunto che il percorso formativo ha fornito un’opportunità unica per affrontare sfide concrete, evidenziando l’importanza di un linguaggio comune tra i diversi attori della filiera.

Mauro Uniformi, Presidente del CONAF, ha infine affermato che il dottore agronomo rappresenta la figura tecnica centrale nel settore, sottolineando l’impegno a costruire un sistema agricolo resiliente e sostenibile.

Prossimi passi e avvio della nuova edizione

Le candidature per la nuova edizione dell’Hazelnut Agronomy Program saranno aperte nei prossimi mesi, con avvio ufficiale previsto per autunno 2025.

Ferrero Hazelnut Company, attiva dal 2015, si dedica alla filiera globale della nocciola, operando in dieci paesi e contando oltre 3.000 collaboratori. La sua missione è garantire qualità e sostenibilità nella produzione della nocciola, promuovendo pratiche agricole responsabili e relazioni solide con i coltivatori.