Il food pairing ha rappresentato il tema centrale della quarta edizione di Pruna di Frati – Show Cooking, tenutasi il 7 agosto 2026 a Terranova Sappo Minulio, in provincia di Reggio Calabria. Questa tecnica culinaria, che si basa sull’analisi delle affinità aromatiche tra gli ingredienti, ha guidato il percorso gastronomico preparato dallo chef Filippo Cogliandro, il quale ha saputo tradurre l’arte degli abbinamenti in tre piatti distintivi.
Il percorso gastronomico di Filippo Cogliandro
L’esperienza culinaria ha avuto inizio con un piatto di cappellacci ripieni di formaggi, accompagnati da una fonduta di Caciocavallo di Ciminà Presidio Slow Food, confettura di Prugne di Terranova Presidio Slow Food e mandorle tostate. Questo primo piatto ha messo in risalto l’armonia dei sapori, creando un perfetto equilibrio tra dolcezza e salato. Successivamente, il secondo piatto ha presentato una guancia di vitello glassata con ’nduja di Spilinga e Prugna di Terranova, servita con duchessa di patate aspromontane. Infine, il percorso si è chiuso con una mousse di Pecorino Aspromontano, cremoso alla Prugna di Terranova e crumble alle noci, offrendo un finale dolce e avvolgente.
Le preparazioni hanno saputo valorizzare l’abbinamento della prugna con il Caciocavallo di Ciminà, la ’nduja e il Pecorino Aspromontano, giocando su risonanze aromatiche, contrasti e bilanciamenti. Il risultato è stato un perfetto incontro di dolcezza e sapidità, morbidezza e piccantezza, che ha conquistato i palati dei presenti.
La prugna dei frati e la sua storia
Conosciuta anche come prùna di fràti, la prugna dei frati è una varietà di susina tipica del comune di Terranova Sappo Minulio, la cui introduzione risale probabilmente al Cinquecento, attribuita ai monaci benedettini celestini. Le tradizionali “Prugne di Terranova” hanno ottenuto il marchio di Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) e sono tutelate come Presidio Slow Food.
Questa prugna è caratterizzata da una forma allungata ed ellissoidale, con una buccia sottile di colore verde-giallastro che, con la maturazione, assume riflessi dorati e viola. La sua superficie è coperta da una pruina biancastra, mentre la polpa, densa e soda, si separa facilmente dal nocciolo, offrendo una dolcezza marcata accompagnata da un retrogusto persistente e acidulo.
La raccolta avviene tra luglio e agosto, e il frutto viene consumato fresco, essiccato al sole con il nocciolo oppure utilizzato per la preparazione di confetture artigianali. Un documento risalente al 1691, redatto da Padre G. da Fiore, menziona già queste prugne tra le varietà locali, descrivendole come “molto nobili e delicate”.
Iniziative per la valorizzazione della prugna di Terranova
La valorizzazione delle Prugne di Terranova è stata sostenuta da un progetto di sviluppo integrato territoriale, promosso dall’amministrazione comunale di Terranova Sappo Minulio, all’epoca guidata da Salvatore Foti. Questo percorso ha portato all’assegnazione della De.C.O. e ha favorito la creazione della cooperativa agricola “Terranova”.
La cooperativa ha razionalizzato la coltivazione, la raccolta e la commercializzazione del frutto, avviando anche la produzione della “Confettura extra di Prugne di Terranova De.Co.”. Il Comune di Terranova S.M. ha inoltre promosso un progetto di ricerca e valorizzazione in collaborazione con l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e l’associazione Città dei Sapori. Questo progetto si concentra sulla caratterizzazione e il miglioramento qualitativo della Prugna di Terranova, oltre a promuovere la diffusione del frutto e dei suoi derivati, come confetture e prugne secche.
