Quasi 19,5 milioni di individui affrontano grave insicurezza alimentare

Quasi 19,5 milioni di persone in Sudan affrontano grave insicurezza alimentare a causa di violenza, sfollamenti ed epidemie, con un aumento previsto della malnutrizione infantile entro il 2026.

Quasi 19,5 milioni di persone in Sudan si trovano attualmente in una situazione di grave insicurezza alimentare. La violenza, gli sfollamenti, le epidemie ricorrenti e le restrizioni all’accesso umanitario stanno colpendo duramente bambini e comunità in tutto il paese. Queste informazioni emergono dall’analisi più recente della Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (Ipc), condotta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), dal Programma alimentare mondiale (Wfp) e dall’Unicef.

La situazione attuale in Sudan

Sebbene non siano state individuate aree in condizioni di carestia, la situazione rimane allarmante. Circa 135 mila individui si trovano in una condizione di insicurezza alimentare definita ‘catastrofica’, mentre oltre cinque milioni sono in ‘emergenza’ e altri 14 milioni vivono in una situazione di ‘crisi’. Si prevede che nel 2026, circa 825 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave (Sam), con un incremento del 7% rispetto al 2025. Qu Dongyu, Direttore Generale della Fao, ha sottolineato l’importanza di intensificare l’assistenza agricola di emergenza per migliorare la produzione alimentare locale, sostenendo le famiglie contadine vulnerabili con forniture di semi, attrezzi e mezzi di produzione. Inoltre, circa il 40% delle strutture sanitarie non è operativo, con 17 milioni di persone senza accesso all’acqua potabile e 24 milioni privi di servizi igienico-sanitari adeguati.

Le dichiarazioni delle organizzazioni umanitarie

Catherine Russell, Direttrice Generale dell’Unicef, ha evidenziato che molte famiglie sono state sfollate ripetutamente. I bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave arrivano in strutture già sovraccariche. Senza un accesso umanitario costante, il rischio di mortalità infantile aumenterà. A aprile 2026, solo il 20% del Piano di risposta e assistenza umanitaria per il Sudan era stato finanziato. Cindy McCain, Direttrice Generale del Wfp, ha dichiarato che l’organizzazione è attivamente coinvolta nella risposta all’emergenza, ma ha avvertito che le agenzie umanitarie non possono affrontare da sole la crisi. È fondamentale che la comunità internazionale intervenga immediatamente per affrontare questa grave situazione.