Riduzione dei dazi sulla pasta: un successo per il Made in Italy negli Usa

Il governo degli Stati Uniti riduce i dazi antidumping sulla pasta italiana, favorendo il settore e riconoscendo la cooperazione delle aziende italiane nel mercato globale.

Il settore del Made in Italy ha ricevuto una notizia positiva: il governo degli Stati Uniti ha ridotto in modo significativo i dazi antidumping sulla pasta italiana. Questa decisione è stata comunicata il 6 febbraio 2025, anticipando le conclusioni definitive dell’indagine, inizialmente previste per l’11 marzo. La Farnesina ha sottolineato che questa revisione avviene in un contesto in cui Washington ha anche deciso di rinviare l’aumento dei dazi su altri settori manifatturieri, inclusi i mobili.

Riduzione dei dazi sulla pasta italiana

La revisione dei dazi antidumping sulla pasta ha portato a una notevole diminuzione delle aliquote precedentemente stabilite il 4 settembre 2024. Le nuove aliquote si attestano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per altri undici produttori, tra cui Barilla. Questo cambiamento è stato accolto con favore dalla Farnesina, che ha dichiarato che la riduzione dei dazi rappresenta un riconoscimento da parte delle autorità statunitensi della volontà di cooperazione delle aziende italiane. La Farnesina ha evidenziato anche il ruolo fondamentale del sostegno fornito dal governo italiano e dalle iniziative diplomatiche, che hanno incluso la presentazione di memorie difensive da parte della Commissione europea a favore delle aziende coinvolte.

La procedura antidumping rimane formalmente aperta, e l’amministrazione americana è attesa a pubblicare le conclusioni finali. In precedenza, Washington aveva manifestato l’intenzione di applicare dazi aggiuntivi fino al 91,74% a partire da gennaio 2026, oltre all’aliquota standard del 15% per la maggior parte delle importazioni europee. Tuttavia, l’efficacia delle nuove aliquote rimane sospesa fino alla chiusura dell’indagine, prevista per l’11 marzo 2025.

Reazioni e impatti sul mercato

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, affermando che la notizia positiva dagli Stati Uniti dimostra l’importanza di un approccio serio e collaborativo. Ha ricordato come le istituzioni italiane siano state attivamente coinvolte sin dall’inizio della vicenda, con un incontro a Chicago a ottobre 2024, dove è stato inviato un messaggio chiaro: il governo non avrebbe abbandonato i produttori di pasta. Lollobrigida ha sottolineato che il lavoro di squadra ha dato i suoi frutti e ha confermato la forza e il rispetto dell’Italia nel panorama internazionale.

Anche le associazioni di categoria, come Coldiretti e Filiera Italia, hanno espresso il loro apprezzamento per l’azione del governo e per i ministri coinvolti. Hanno evidenziato che nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti ha raggiunto un valore di circa 671 milioni di euro, consolidando il mercato americano come uno dei più strategici per il settore.

Politica commerciale americana e rinvii tariffari

Nell’ambito della politica commerciale più ampia degli Stati Uniti, la Casa Bianca ha annunciato che il presidente Donald Trump ha firmato un provvedimento che rinvia al 2027 l’aumento dei dazi su mobili imbottiti, mobili da cucina e arredi da bagno. I dazi, che avrebbero dovuto entrare in vigore con aliquote fino al 30% sui mobili imbottiti e al 50% sugli arredi da cucina e bagno, erano stati introdotti a ottobre 2024 con un’aliquota iniziale del 25%. La decisione di rinviare l’implementazione dei nuovi dazi è stata motivata dalla necessità di consentire spazio per negoziati produttivi in corso con i partner commerciali.

Queste recenti evoluzioni nella politica commerciale statunitense evidenziano l’importanza delle relazioni tra Italia e Stati Uniti e il valore del Made in Italy nel mercato globale. La riduzione dei dazi rappresenta un passo significativo per il settore della pasta, confermando l’impegno del governo italiano nel supportare le proprie aziende all’estero.