I pastori sardi hanno espresso la loro frustrazione durante l’assemblea tenutasi a Tramatza, nel comune di Oristano, il 6 ottobre 2026. Oltre 600 partecipanti si sono riuniti per discutere delle problematiche legate al prezzo del latte ovino e alle malattie degli animali, tra cui la dermatite bovina. I rappresentanti degli allevatori hanno sottolineato l’urgenza di affrontare la situazione attuale, che risulta essere addirittura peggiore rispetto a quella del 2019.
Una situazione insostenibile
Gianuario Falchi, uno dei portavoce dei pastori insieme a Fabio Pisu, Mario Carai e Nenneddu Sanna, ha dichiarato all’ANSA che i costi sono aumentati drasticamente: “Nel 2019 un quintale di mangime costava tra i 25 e i 30 euro, oggi siamo arrivati a 55 euro. Il concime, che nel 2019 era a 35 euro, ora costa 120 euro, mentre il gasolio agricolo è passato da 50 centesimi al litro a 1,70 euro.” Questi aumenti hanno reso insostenibile la produzione di latte, costringendo gli allevatori a chiedersi se sia opportuno programmare la campagna latte 2026-2027 o se sia più conveniente non mungere affatto.
L’assemblea ha visto la partecipazione di vari sindaci e rappresentanti dell’industria casearia, i quali hanno ascoltato le richieste degli allevatori e hanno presentato una nuova strategia per gestire il mercato. Questa prevede il ritiro di 3.000 tonnellate di Pecorino Romano, una misura pensata per mantenere un equilibrio tra il valore del formaggio DOP e la giusta remunerazione per i produttori.
Prossimi passi per il settore
In risposta alle preoccupazioni sollevate, l’assessorato dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale della Regione ha convocato un incontro per martedì 13 ottobre 2026, alle 10, a Oristano. Il Tavolo della filiera lattiero-casearia ovina avrà come obiettivo quello di analizzare l’andamento del comparto e le prospettive del mercato, esaminando i dati relativi a produzione, vendite, giacenze, prezzi e costi.
L’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, ha dichiarato che questa riunione rappresenta un’importante opportunità per mettere insieme le diverse componenti della filiera. “Sarà un’occasione per condividere i dati e seguire con attenzione l’evoluzione del mercato, così da prepararci e individuare gli strumenti necessari a tutelare l’equilibrio della filiera e il lavoro dei produttori“, ha aggiunto Agus, evidenziando l’importanza di un approccio collaborativo per affrontare le sfide attuali.
