Dalla sommità della collina che sovrasta l’entroterra cilentano, il Castello di Rocca Cilento osserva il paesaggio circostante da secoli. Questa storica fortezza, le cui origini risalgono all’epoca medievale, ha vissuto eventi cruciali del Regno di Napoli. Nel 1487, in seguito alla Congiura dei Baroni, Ferdinando I d’Aragona ordinò il suo rafforzamento, affidando il progetto all’architetto fiorentino Giuliano da Maiano.
Il castello, per lungo tempo, ha svolto un ruolo di presidio e controllo, ma oggi la sua funzione è cambiata radicalmente. Dopo oltre un decennio di restauri e interventi strutturali, la famiglia Sgueglia ha trasformato la fortezza in un luogo dedicato all’ospitalità, accogliendo un pubblico internazionale e ridefinendo il significato di questo storico spazio.
La nascita del ristorante Rocha
All’interno di questa ristrutturata fortezza, ha preso vita il ristorante Rocha. Dopo l’apertura delle camere e la realizzazione di eventi, la cucina è diventata il fulcro dell’esperienza gastronomica offerta. La direzione culinaria è stata affidata al giovane Salvatore Notaro, un ventottenne con un solido background professionale, che ha lavorato accanto a nomi noti come Francesco Franzese della Casa del Nonno 13 e Luigi Salomone di Re Santi e Leoni, per poi continuare la sua formazione nelle brigate di chef prestigiosi come Enrico Bartolini al Mudec di Milano e Norbert Niederkofler al St. Hubertus.
La proposta gastronomica del ristorante Rocha si articola in due percorsi distinti, riflettendo il duplice ruolo che il ristorante è chiamato a svolgere all’interno del castello. Il primo, intitolato “Radici”, si concentra sul patrimonio gastronomico cilentano, proponendo un viaggio attraverso piatti emblematici come Cilento 1466, Riso provola, pepe e…, Cozze e patate e Partenope. Questi piatti raccontano la tradizione locale con una sensibilità moderna.
Il percorso gastronomico di Visione
Il secondo percorso, “Visione”, rappresenta l’aspetto più personale della cucina di Notaro. In questo menu, l’interpretazione prevale sulla tradizione, come evidenziato dall’affermazione “Qui non c’è tradizione da seguire: c’è interpretazione”. Tra le creazioni più interessanti spicca Burro 21, una quenelle composta da ventuno ingredienti fermentati, che dimostra l’attenzione per la tecnica e la complessità dei sapori.
Un altro piatto significativo è Vongole fujute e ritrovate, che si ispira a un celebre racconto della cucina napoletana. Qui, Notaro non si limita a citare la tradizione, ma la utilizza come base per una reinterpretazione personale. Analogamente, Agnello e sedano “Capra” gioca con suggestioni e ingredienti, evitando scorciatoie narrative e puntando su una narrazione autentica.
Un finale coerente e innovativo
A chiudere il percorso gastronomico è il dessert intitolato “Ù Pitittù”, che si ispira al bianco mangiare senza riproporlo in modo letterale. Combinando miele, burro nocciola, cremosità e gelato di capra, il dolce si inserisce perfettamente nell’impostazione del menu.
Rocha non si limita a scegliere tra tradizione e innovazione, ma abbraccia entrambe le direzioni. Questa scelta si rivela coerente con la sua identità, accogliendo diversi tipi di pubblico: coloro che soggiornano nel castello e desiderano esplorare il territorio attraverso la gastronomia, e quelli che visitano il ristorante per scoprire la cucina di Salvatore Notaro.
Dopo un lungo processo di recupero della fortezza, ora Rocha inizia la sua avventura nel mondo dell’ospitalità. La sua collocazione è già definita, ma è la cucina a dover scrivere il prossimo capitolo di questa storia.
Dettagli utili sul ristorante Rocha
Il ristorante Rocha si trova in Via Castello, 1 a Rocca Cilento. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero +39 3335877468 o +39 0974832392, oppure inviare un’email a info@castellodiroccacilento.it.
