Roma, tra neon e radicchio: il Drink Kong si rinnova con Federico Daniele

Il Drink Kong di Roma: un’oasi futuristica di mixology guidata da Federico Daniele, che rivoluziona il mondo dei cocktail con creatività e innovazione.

BAR & VINO – Mentre alcuni immaginano cocktail serviti sulla sabbia, altri li preparano in un ambiente futuristico nel cuore di Roma. Federico Daniele, poco più che trentenne con origini avellinesi e un forte legame con la capitale, è il bar manager del Drink Kong da sette mesi. Già da questo breve periodo, ha iniziato a plasmare il bancone più rinomato d’Italia, contribuendo a una vera e propria rivoluzione nel mondo della mixology.

Il Drink Kong non è un semplice bar, ma una vera e propria oasi. Con luci soffuse e neon che creano atmosfere suggestive, il locale è arredato con divanetti che invitano a conversazioni intime. Federico si muove con disinvoltura in questo spazio, definendosi un “chef liquido” grazie alla sua formazione da cuoco e al suo attuale ruolo di mentore per giovani bartenders.

Da cameriere a maestro del cocktail

All’età di 17 anni, Federico inizia la sua carriera servendo ai tavoli in ristoranti stagionali, dove l’estate porta con sé il profumo di fritto misto e l’emozione del mare. La sua avventura prosegue ad Amsterdam, dove si fa strada in cucina, per poi approdare a Londra, dove il mondo dei bar lo cattura completamente. La pandemia di Covid-19 lo porta in Spagna, dove lavora al Punch Room e al Nobu, prima di ricevere una chiamata che cambierà il suo percorso: Simone Caporale lo invita a rilanciare il prestigioso Boadas. Due anni intensi lo portano a viaggiare per il mondo, con il cocktail come bussola.

Infine, il richiamo di casa si fa sentire. Patrick Pistolesi lo contatta per unirsi al team del Drink Kong. “Un’opportunità che non si poteva rifiutare,” afferma Federico, consapevole del potenziale di costruire qualcosa di grande.

Drink Kong: il dojo della mixology

Il termine giapponese dojo si riferisce a uno spazio dedicato alla pratica di un’arte, e al Drink Kong, questo concetto trova applicazione dietro al bancone. Qui, si insegna, si sperimenta e si perfeziona. Federico non è solo un bar manager, ma anche un motivatore e stratega, capace di gestire un team diversificato e internazionale. Ha ristrutturato il gruppo, portando a bordo professionisti giovani e talentuosi, alcuni dei quali sono tornati dall’estero per unirsi a questa avventura.

La brigata è fondamentale,” spiega Federico. “Gestire 20 persone richiede flessibilità. Alcuni hanno bisogno di essere spronati, altri di essere ascoltati, mentre altri ancora devono imparare dai propri errori.” Insieme a Lorenzo Mancusi, ha creato un ambiente stimolante, in cui la formazione e le esperienze internazionali sono al centro dell’attenzione. Ogni viaggio è coperto, con l’aggiunta di un bonus economico nei giorni di riposo, e il “dipendente del mese” riceve un premio significativo, dimostrando che il lavoro nel bar va oltre la semplice preparazione di drink.

Un’atmosfera futuristica e giapponese

Varcare la soglia del Drink Kong equivale a immergersi in un frame di Blade Runner, arricchito da un paio di gin tonic. L’estetica retro-futuristica del locale, con luci al neon che creano geometrie affascinanti e corridoi labirintici, invita a esplorare. Ogni stanza presenta una propria identità visiva, passando da atmosfere cyberpunk a spazi più zen, in un continuo gioco di contrasti.

Un angolo speciale è dedicato alla Ginza Room, un omaggio a Tokyo, realizzato in legno di ciliegio e decorato con affreschi di guerrieri giapponesi. Questo spazio segreto rappresenta un tributo alla filosofia orientale che guida anche il lavoro di Federico e del suo team, dove ogni elemento racconta una storia, ancor prima che il cocktail venga servito.

Cocktail innovativi e sorprendenti

La passione di Federico per la cucina si riflette nella sua arte di mixare. “Un bartender è uno chef liquido,” afferma. “Comprendere le tecniche di cottura aiuta a padroneggiare le infusioni. Ingredienti insoliti come melanzane e radicchio possono trovare spazio in un drink, se conosci le loro potenzialità.”

Nel suo locale, si utilizzano ingredienti sorprendenti e tecniche sofisticate, con una bottigliera che viene assemblata solo per occasioni speciali, richiedendo ore di lavoro. Ogni scelta è ponderata, rispettando i partner con cui si collabora.

Un esempio significativo è il Sublime

30 ml di Altamura Distilleries

45 ml di strawberry cordial

5 ml di Cocchi Rosa

5 ml di Ancho Reyes Rojo

5 ml di tomato liqueur

Un perfetto equilibrio tra dolcezza, piccantezza e umami, da gustare con leggerezza.

Mixology globale: tendenze e scoperte

Federico ha visitato più bar in un anno rispetto a quanto molti farebbero in una vita, e la sua conoscenza del panorama internazionale è sorprendente.

  • Hong Kong, attualmente il centro nevralgico dell’Asia, ha superato Singapore, grazie anche all’arrivo di Simone Caporale e del suo COA (posizione #20 nella 50 Best Bars 2024).
  • Edimburgo: una città spesso sottovalutata, ma con bar di qualità come Panda & Sons, Hey Palu e Bramble Bar.
  • Tirana: la Nouvelle Vague è una delle scoperte più interessanti del momento.
  • Manchester: Schofield’s Bar (posizione 35 nella 50 Best Bars 2024) compete con i migliori a livello mondiale.
  • Almaty, Kazakistan: sede di un bar show annuale che attira l’attenzione della scena internazionale.

Esperienze e visioni al Drink Kong

Il futuro del Drink Kong si costruisce attraverso esperienze curate e coerenti:

  • Nippon Bar Experience: ogni mese, otto maestri giapponesi si alternano dietro al bancone.
  • Midnight Chef: chef stellati e bartender collaborano per creare serate tematiche uniche.
  • Guest bartenders: non solo dai 50 Best, ma selezionati per la loro visione e coerenza. Tra i recenti ospiti: Bar Termini e 69 Colebrooke Row.

Patrick è un visionario,” afferma Federico. “Ovunque vada, porta calore e questo amore si riflette in tutto ciò che facciamo.