Onofrio Rota, segretario generale della Fai-Cisl, ha annunciato le sue dimissioni dopo un lungo mandato di sette anni e mezzo. Rota, che ha guidato la Federazione agricola alimentare ambientale industriale italiana nazionale dal 2018, era stato rieletto all’unanimità durante il Congresso tenutosi a giugno 2025. Durante l’apertura del Consiglio generale della Federazione, alla quale ha partecipato anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, Rota ha condiviso il suo bilancio positivo: “Lascio una Federazione in salute, con i conti in ordine, con più iscritti e cresciuta nella rappresentanza”.
Risultati e progressi del mandato
Rota ha sottolineato i progressi ottenuti nel rafforzamento delle relazioni industriali e nell’innovazione del linguaggio sindacale. Ha evidenziato anche le conquiste contrattuali raggiunte nei vari settori, menzionando in particolare il rilascio di contratti che erano fermi da un decennio. “Abbiamo portato a casa risultati significativi”, ha affermato, esprimendo la sua soddisfazione per il lavoro svolto.
Progetti chiave e futuro della Fai
Un altro aspetto importante del suo mandato è stato il focus su progetti chiave, come le campagne contro il caporalato e la valorizzazione del lavoro agroalimentare e ambientale. Rota ha auspicato che la Fai prosegua su questa strada, promuovendo una progettualità di alto livello e con obiettivi chiari a breve, medio e lungo termine. Ha voluto che i risultati raggiunti in questi anni possano fungere da ispirazione per tutti, rappresentando un modello di concretezza e innovazione.
Tematiche attuali e impegno sociale
Tra gli argomenti trattati dal leader sindacale, attivo dal 1987, ci sono stati anche la Legge di Bilancio attuale e le problematiche legate ai lavoratori immigrati. Rota ha ricordato la manifestazione di sabato scorso, dove ha ribadito il sostegno della Cisl a un dialogo costruttivo con il Governo e a un Patto della Responsabilità. “Non possiamo ignorare i quasi 6 milioni di italiani che vivono in condizioni di grave difficoltà, molti dei quali sono working poor. Ignorare questa parte della società sarebbe una beffa per i nostri iscritti”, ha concluso Rota, evidenziando l’importanza di affrontare queste sfide.
