Sace: Vietnam, Corea del Sud e India si aprono all’agroalimentare italiano

La Corea del Sud, il Vietnam e l’India emergono come mercati strategici per l’agroalimentare italiano, con previsioni di crescita significative entro il 2034.

La Corea del Sud, il Vietnam e l’India si profilano come nuovi mercati strategici per l’agroalimentare italiano. Questi Paesi, caratterizzati da un processo di urbanizzazione in corso, un aumento del reddito e un’espansione della classe media, rappresentano opportunità significative per l’export italiano. Secondo le previsioni, entro il 2034, quasi un terzo della nuova domanda globale di alimenti si concentrerà proprio in queste aree asiatiche.

Un’analisi dettagliata sui trend dell’agroalimentare italiano e sull’export del settore è stata fornita dall’ufficio studi di Sace, l’agenzia italiana per il credito all’export, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo studio è stato presentato in occasione del salone Tuttofood, che si svolgerà a Milano la prossima settimana.

Strategie di diversificazione per le imprese

Nel report di Sace si sottolinea l’importanza della diversificazione nei mercati di destinazione. Le aziende del settore agroalimentare devono adottare questa strategia per continuare a crescere a livello internazionale, anche alla luce dei recenti accordi commerciali stipulati dall’Unione Europea con Paesi come il Mercosur, l’India e l’Australia. La diversificazione permette di esplorare nuove opportunità e di mitigare i rischi legati a fluttuazioni economiche in mercati consolidati.

La Corea del Sud mostra un crescente interesse per prodotti di alta qualità e tracciabili, con particolare attenzione a formaggi, latticini, alimenti da forno e oli. Il Vietnam emerge come un hub regionale, promettendo una domanda robusta per i prodotti italiani, mentre l’India si posiziona come un mercato chiave per i segmenti premium e per il settore della ristorazione internazionale (HoReCa).

Impatto del made in Italy e previsioni di crescita

Il bilancio del made in Italy nel 2023, secondo Sace e basato su dati Istat, ha registrato un fatturato superiore a 660 miliardi di euro e un valore aggiunto di 141 miliardi di euro, sostenuto da circa 791mila imprese e oltre 3 milioni di occupati. L’export è previsto raggiungere 72,5 miliardi di euro nel 2025, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Di questi, 62,5 miliardi saranno attribuiti a alimentari, bevande e tabacco, mentre 10 miliardi riguarderanno i prodotti agricoli.

La crescita è trainata principalmente da settori come altri prodotti alimentari (+12,7%), prodotti agricoli (+9,4%), formaggi e latticini (+13,7%), carni (+10,4%) e prodotti da forno e farinacei (+3%). Tuttavia, si registrano stabilità nelle vendite di frutta e ortaggi e una contrazione nelle bevande (-2,5%), in particolare per il vino (-3,7% a 7,8 miliardi di euro) e oli e grassi (-8,6%), con un calo significativo dell’olio di oliva (-20% a 2,5 miliardi di euro).

L’export italiano è fortemente concentrato verso i Paesi dell’Unione Europea, che rappresentano il 59% delle esportazioni totali, evidenziando l’importanza di questi mercati consolidati per il settore agroalimentare italiano.