Standard Ethics ha recentemente aggiornato i propri Corporate Standard Ethics Rating (SER) per 30 aziende italiane operanti nel settore Food & Beverage, facenti parte del SE Food & Beverage Sustainability Italian Cluster. I dati pubblicati dall’agenzia mostrano che attualmente il 23% delle aziende analizzate ha raggiunto il livello di Sustainable Grade, un incremento rispetto al 20% registrato nel 2022.
Negli ultimi due anni, si sono verificate tre modifiche significative nei rating. Nel gennaio 2026, Standard Ethics ha conferito un Outlook Positivo a GranTerre, seguito da De Cecco, che ha ricevuto lo stesso riconoscimento nell’aprile dello stesso anno, entrambe con un rating di “E”. Lavazza, invece, ha visto il proprio rating migliorare, passando a “EE-”.
Attualmente, sette aziende hanno ottenuto un rating pari o superiore a “EE-”, che corrisponde al Sustainable Grade secondo la scala di valutazione di Standard Ethics. Tra queste, Casillo Group e illycaffè hanno un rating di “EE”, mentre A. Loacker, Bolton Group, Eurovo, La Doria e Lavazza si trovano nella categoria “EE-”. Il restante 77% delle aziende analizzate è classificato come Not Fully Sustainable Grade.
Rating delle aziende del cluster
Standard Ethics ha fornito una panoramica dettagliata della situazione attuale dei rating delle aziende all’interno del cluster. I dati visibili nel report evidenziano la distribuzione dei rating e le variazioni rispetto agli anni precedenti.
Nella scala di valutazione adottata dall’agenzia, i rating sono suddivisi in nove livelli, che vanno da “EEE” a “F”. Un giudizio di “EE-” o superiore è considerato all’interno del Sustainable Grade. Il SER è descritto come un’opinione ESG e si conforma alle normative stabilite dal Regolamento UE 2024/3005.
Valutazioni di Standard Ethics sulla sostenibilità
Commentando i risultati, Standard Ethics ha osservato che negli ultimi quattro anni il progresso verso l’allineamento alle direttive internazionali in materia di sostenibilità, come quelle dell’ONU, dell’OCSE e dell’Unione Europea, è stato limitato. L’agenzia ha notato che le pratiche ESG adottate dalle aziende tendono a concentrarsi su singoli prodotti o specifiche fasi della filiera, mentre risultano carenti strategie di lungo periodo, politiche di sostenibilità, modelli di governance e sistemi di gestione dei rischi ESG a livello complessivo.
Inoltre, Standard Ethics ha segnalato che in alcuni casi mancano informazioni di base che sarebbero auspicabili secondo le linee guida dell’ONU, dell’OCSE e dell’Unione Europea. L’agenzia ha indicato che ci sono margini di miglioramento sia nella qualità e nella disponibilità delle informazioni ESG sia nella comunicazione del posizionamento delle aziende rispetto agli obiettivi internazionali in ambito ambientale, sociale e di governance, nonché le relative tempistiche.
Il monitoraggio dei rating e delle pratiche di sostenibilità proseguirà attraverso Standard Ethics Europe.
