La città di Roma si prepara per un evento imperdibile dedicato agli amanti delle bollicine italiane. Il 29 novembre 2025, presso il prestigioso The Westin Excelsior Hotel, si svolgerà la nuova edizione di Sparkle, un’iniziativa che celebra i migliori spumanti secchi del paese. L’evento è aperto al pubblico e offre l’opportunità di scoprire oltre duecento etichette di spumanti, organizzate secondo la loro provenienza territoriale.
Il programma dell’evento
La manifestazione non si limita alla semplice degustazione, ma include anche la presentazione della ventiquattresima edizione della guida Sparkle, pubblicata dalla rivista di enogastronomia Cucina & Vini. Durante l’evento, verranno premiate le 5 sfere, un riconoscimento che celebra l’eccellenza di 92 etichette selezionate tra le 976 presenti nella guida. Questo riconoscimento rappresenta un importante traguardo per i produttori di spumanti italiani, che si sono distinti per qualità e innovazione.
La Lombardia si conferma la regione più rappresentata, con 31 premi, di cui 29 assegnati a etichette della denominazione Franciacorta Docg e 2 all’area dell’Oltrepò Pavese. Il Trentino segue con 21 riconoscimenti, tutti provenienti da Trento Doc. Anche il Veneto si fa notare con 21 premi, di cui 18 per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, insieme a due Lessini Durello Doc e un Asolo Prosecco Superiore Docg. Altre regioni come il Piemont, l’Alto Adige, l’Abruzzo, il Lazio e la Puglia hanno ottenuto riconoscimenti, mentre Sicilia e Umbria chiudono la classifica con un premio ciascuna.
Le parole di Francesco D’Agostino
Francesco D’Agostino, curatore della guida Sparkle, ha commentato il contesto attuale del mercato vinicolo italiano, sottolineando come, per la prima volta in ventiquattro anni di attività, si percepisca un certo grado di incertezza. Nonostante ciò, la qualità dei prodotti ha raggiunto livelli altissimi, con una produzione che ha superato un miliardo e centoundici milioni di bottiglie tra il primo agosto 2024 e il 31 luglio 2025, secondo elaborazioni basate su dati Icqrf.
D’Agostino ha anche menzionato l’impatto dei dazi sulle esportazioni, un fenomeno che non si era mai verificato negli ultimi quindici anni. Tuttavia, fino a luglio 2025, non si è ancora registrata una diminuzione significativa delle esportazioni, con oltre un miliardo e trecento milioni di bottiglie già spedite. La speranza è che l’impegno dei vitivinicoltori nel migliorare la produzione possa stimolare anche il mercato interno, grazie all’interesse crescente delle nuove generazioni verso i vini italiani.
