Spreco alimentare domestico raggiunge 6,6 miliardi, ma cala dell’11% in un anno

Lo spreco alimentare in Italia costa 6,6 miliardi di euro annui, ma per la prima volta scende sotto i 500 grammi a settimana per persona, avvicinandosi all’obiettivo dell’Agenda 2030.

Lo spreco alimentare in Italia ha raggiunto un livello allarmante, con un costo annuale di 6,6 miliardi di euro. Ogni cittadino italiano, infatti, butta via 25,74 chili di cibo all’anno, pari a circa 112 euro. Questo problema è aggravato dalla pressione sul sistema agroalimentare, influenzato da fattori come la crisi climatica e le tensioni geopolitiche, che hanno fatto lievitare i costi di produzione e, di conseguenza, i prezzi al consumo. Tuttavia, i dati recenti presentano un segnale positivo: per la prima volta, il consumo di cibo sprecato è sceso sotto il limite psicologico di 500 grammi a settimana per persona, attestandosi a 493,7 grammi, con un calo dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi dell’anno precedente. Questo progresso avvicina l’Italia all’obiettivo fissato dall’Agenda 2030, che mira a ridurre lo spreco alimentare a 369,73 grammi settimanali.

Il rapporto waste watcher e il contesto internazionale

Questa situazione è stata analizzata nel nuovo Rapporto Waste Watcher, redatto dalla campagna Spreco Zero e presentato in occasione della VII Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e sugli Sprechi Alimentari indetta dall’Onu. Nonostante i progressi, permane un paradosso: i gruppi sociali con minori risorse economiche sono quelli che sprecano di più, perdendo una quantità di cibo e una porzione del proprio reddito significativamente maggiore rispetto ad altri. Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio, ha sottolineato che lo spreco alimentare non rappresenta solo un costo economico e ambientale, ma amplifica anche le disuguaglianze sociali nel Paese.

Comportamenti virtuosi e differenze culturali

Per affrontare questa problematica, il Rapporto suggerisce di mappare i luoghi di maggiore spreco. È stata condotta un’indagine anche sui comportamenti dei turisti nelle case vacanza, rivelando che il 66% degli ospiti riesce a consumare tutto il cibo acquistato, mostrando un atteggiamento responsabile. Inoltre, nei ristoranti, l’uso della doggy bag per portare a casa gli avanzi sta diventando sempre più comune. Il Rapporto mette in evidenza anche le differenze tra italiani e statunitensi: negli Stati Uniti, infatti, si sprecano circa 775,7 grammi di cibo a settimana, quasi 300 grammi in più rispetto agli italiani. Tra gli italo-americani, la situazione è ancora più critica, con il 42% che ammette di sprecare cibo almeno una volta a settimana, rispetto al 29% della media nazionale. Tuttavia, la maggior parte di loro (l’87%) riconosce l’importanza della tradizione culinaria italiana nella lotta contro lo spreco alimentare.