NOTIZIE HORECA – Un’operazione della Guardia di Finanza di Bolzano ha rivelato un meccanismo di evasione fiscale attuato da un gruppo imprenditoriale operante nel settore della ristorazione in Alto Adige. Le indagini, svolte nel mese di marzo 2026, hanno coinvolto cinque società che gestiscono oltre dieci ristoranti e baite nella regione.
Come riportato da il Dolomiti, le verifiche hanno portato alla luce circa 9 milioni di euro di ricavi non dichiarati. L’operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Merano, che hanno analizzato file digitali e documenti cartacei durante le ispezioni.
Comande eliminate dopo il servizio
Le indagini hanno rivelato un sistema contabile parallelo a quello ufficiale. I dati forniti dalle società mostravano un’affluenza di clienti limitata, ma la ricostruzione effettuata dagli investigatori ha evidenziato un volume d’affari significativamente maggiore. Il metodo di evasione è stato applicato in tutte le attività riconducibili al gruppo imprenditoriale. Le ordinazioni venivano registrate tramite un dispositivo palmare e servite ai clienti, ma successivamente le comande associate ai tavoli venivano eliminate dal sistema, rendendo impossibile la ricostruzione delle vendite effettuate.
Attraverso un confronto tra i dati digitali e la documentazione reperita, le Fiamme Gialle hanno potuto rivelare quello che considerano il reale andamento economico delle attività coinvolte.
Crediti d’imposta per corsi di formazione
Le indagini hanno anche esaminato alcune spese dichiarate per la formazione dei dipendenti. Secondo le informazioni raccolte, i legali rappresentanti delle società avevano attestato la realizzazione di corsi che, in realtà, non erano mai stati effettuati. A destare l’attenzione degli investigatori sono state le tipologie di corsi indicati nella documentazione, che includevano percorsi di informatica avanzata legati alla trasformazione digitale, destinati a cuochi, camerieri e addetti al lavaggio.
La certificazione di tali spese ha consentito al gruppo di accumulare circa 350 mila euro di crediti d’imposta, utilizzati poi per ridurre le somme dovute al Fisco.
Al termine delle indagini, sette persone coinvolte nella gestione delle aziende sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Bolzano. Le accuse comprendono l’emissione e l’uso di fatture false e l’indebita percezione di fondi pubblici. Inoltre, è stata contestata la responsabilità amministrativa a cinque entità giuridiche.
Attualmente il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, e le eventuali responsabilità saranno accertate solo attraverso una sentenza definitiva, rispettando la presunzione di innocenza.
