Tenuta Del Paguro tra i migliori sommelier del mondo 2026 con due vini affinati in mare

Tenuta Del Paguro conquista nuovamente la selezione World’s Best Sommeliers’ Selection 2026 con tre etichette, confermando l’innovativo metodo di affinamento in ambiente marino.

Tenuta Del Paguro, situata a Marina di Ravenna, ha nuovamente conquistato un posto d’onore nella prestigiosa selezione World’s Best Sommeliers’ Selection 2026, dopo aver già figurato nell’edizione 2024 con due delle sue etichette. Questa selezione internazionale è curata da un gruppo di sommelier di fama mondiale, invitati dall’organizzazione William Reed, nota anche per il suo lavoro con The World’s 50 Best Restaurants.

Le etichette premiate

Nell’edizione 2026, sono tre le etichette del gruppo romagnolo Lanostrastrada ad aver ottenuto un riconoscimento tra i venti vini italiani selezionati. Lanostrastrada rappresenta un collettivo che unisce Tenuta Del Paguro e Viabizzunoagricola, fondato su principi di qualità, ricerca e valorizzazione del territorio. Questo gruppo non si limita a essere un semplice marchio, ma è un progetto che promuove il dialogo tra agricoltura, sperimentazione e cultura enologica contemporanea. La selezione di tre vini da parte di questo collettivo sottolinea un’importante rappresentanza a livello nazionale.

Due delle etichette premiate appartengono a Tenuta Del Paguro. La prima, Homarus 2021, è un Merlot affinato in mare, descritto dalla giuria come un vino ricco e avvolgente, con sentori di cassis, ribes e prugna, arricchiti da note di cioccolato fondente ed espresso. Al palato si presenta morbido e vellutato, con un finale lungo e sapido che rimanda alla sua evoluzione marina.

La seconda etichetta è Ostrea in Fundo 2023, un rosato 100% Sangiovese, anch’esso affinato sott’acqua. Questo vino si distingue per un colore aranciato intenso e un profilo aromatico che combina prugna salata, fragoline, arancia sanguinella e melograno. La freschezza e la chiusura salina conferiscono a questo rosé una struttura gastronomica, perfetta per accompagnare la cucina contemporanea.

Il terzo vino e il metodo innovativo

A completare la selezione vi è donnacricri 2023 di Viabizzunoagricola, un bianco prodotto da uve grillo in purezza. La giuria ha apprezzato questo vino per i suoi profumi di pesca matura, pera, nettarina e albicocca, che si intrecciano con fiori bianchi e note erbacee. All’assaggio, si rivela fresco e luminoso, sostenuto da una vivace acidità, con richiami di limone e nocciola tostata, una sapidità minerale e una tessitura leggermente oleosa che ne amplifica la struttura.

Il contesto di questa candidatura è ben definito. Tenuta Del Paguro è attiva dal 2008 e detiene il primato in Italia, e si colloca tra le prime aziende al mondo, per l’affinamento di vino in ambiente marino. Il relitto della piattaforma Paguro, situato a trenta metri di profondità al largo di Marina di Ravenna, funge da cantina naturale permanente. Le condizioni ambientali sono costanti e uniche: circa quattro bar di pressione, temperature tra 10 e 13 gradi, assenza di luce e micro-movimento indotto dalle correnti. Un ciclo di dodici mesi di immersione, che corrisponde a dodici lune e quattro stagioni, incide sulla maturazione del vino a livello fisico, chimico e molecolare, influenzando l’integrazione aromatica e l’equilibrio complessivo delle etichette.

Il riconoscimento ricevuto nella selezione mondiale rappresenta una conferma non solo per i singoli vini, ma anche per l’intero metodo di produzione adottato da Tenuta Del Paguro.

Ricerca e collaborazione

Parallelamente, l’azienda ha avviato un programma di ricerca scientifica per documentare e approfondire gli effetti dell’ambiente marino sull’evoluzione del prodotto. Fin dall’inizio, ha adottato una politica di apertura verso altri produttori, condividendo il proprio know-how e contribuendo così alla creazione di un nuovo segmento enologico, un modello che altri operatori del settore possono adottare e interpretare.

Gianluca Grilli, fondatore di Tenuta Del Paguro, ha affermato: «Abbiamo iniziato nel 2008 con un’intuizione che sembrava impossibile: lasciare che il mare completasse il lavoro della terra. Oggi questo riconoscimento dimostra che quell’intuizione è diventata un metodo».