Il suolo, essenziale per la vita e la biodiversità, continua a subire pressioni insostenibili a causa di un consumo crescente. In occasione del World Soil Day, che nel 2025 si concentra sul tema “Suoli Sani per Città Sane”, FederBio ha evidenziato la necessità urgente di gestire questa risorsa non rinnovabile in modo sostenibile. L’organizzazione ha sottolineato il legame diretto tra la salute dei terreni, la sicurezza alimentare e il benessere delle comunità.
Erosione e consumo di suolo in aumento
Nel 2024, l’Italia ha registrato una perdita di 83,7 chilometri quadrati di suolo, trasformati in aree impermeabilizzate, con un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente. Questo dato emerge dal Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, redatto da ISPRA e dal SNPA, il quale documenta un fenomeno in rapida accelerazione: ogni secondo, circa 2,7 m² di terreno vengono sottratti, corrispondenti a quasi 230.000 m² al giorno. Il consumo netto ha superato i 78,5 chilometri quadrati, il valore più elevato degli ultimi dieci anni, con impatti sempre più significativi sui servizi ecosistemici.
Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ha dichiarato: “Sebbene il suolo sia una risorsa vitale, viene eroso giorno dopo giorno mettendo a rischio il nostro futuro. La fragilità di questa risorsa si riflette sulla salute umana: un suolo fertile e resiliente è in grado di tutelare la biodiversità, assorbire l’eccesso di carbonio, garantire la stabilità idrogeologica e permettere all’agricoltura di produrre alimenti sicuri e di qualità. La nuova Direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza dei suoli è un passo avanti verso il loro risanamento, ma deve essere urgentemente attuata da tutti gli Stati membri. Nonostante le evidenze scientifiche sui vantaggi dell’agroecologia, la normativa è in ritardo. Mentre per acqua e alimenti esistono controlli ambientali e sanitari, nel suolo, primo recettore delle sostanze utilizzate in agricoltura convenzionale, non si effettuano rilevazioni sistematiche di molecole potenzialmente dannose. È fondamentale colmare questa lacuna, poiché un suolo fertile è essenziale per garantire sicurezza alimentare e benessere”.
Declino della salute dei terreni
Oltre alla perdita di superficie, si osserva un deterioramento qualitativo dei terreni. Le anticipazioni del rapporto “Status of the World’s Soils”, che aggiorna l’analisi FAO del 2015, indicano che la salute del suolo è diventata una delle principali emergenze globali, insieme al cambiamento climatico e alla biodiversità. Fenomeni quali erosione, impoverimento della sostanza organica, squilibri nutrizionali, inquinamento e urbanizzazione compromettono la capacità del suolo di produrre cibo, immagazzinare carbonio e regolare il ciclo idrico, fondamentali per sostenere la vita. Nonostante i suoli sani siano cruciali per i servizi ecosistemici, la situazione continua a deteriorarsi in molte aree.
Segnali di cambiamento nell’agricoltura
Un dato positivo proviene dall’Osservatorio Agrofarma, il quale ha confrontato il periodo 2021-2023 con quello 2012-2014, evidenziando una riduzione del 18% nell’uso di fitosanitari di sintesi, noti per il loro impatto negativo sul suolo, e un incremento del 133% nell’impiego di principi attivi naturali. Questo trend suggerisce un crescente interesse, anche nell’agricoltura convenzionale, verso approcci più sostenibili.
Mammuccini ha aggiunto: “La crescente attenzione verso i principi attivi naturali conferma i benefici concreti dell’agroecologia per la salute, l’ambiente e la biodiversità. In un momento cruciale, lo sviluppo dell’agricoltura biologica è lo strumento più efficace per ridurre l’uso della chimica di sintesi e proporre soluzioni innovative. Sono necessari investimenti strategici in ricerca e innovazione e normative specifiche per la registrazione dei prodotti per il “biocontrollo”, per evitare ritardi nell’accesso a soluzioni naturali già disponibili per gli agricoltori. La salvaguardia della salute dei suoli è una responsabilità collettiva, essenziale per garantire sicurezza alimentare e benessere alle generazioni future. Scegliere cibo biologico è un atto di responsabilità e un investimento concreto per un futuro sostenibile”.
