Era il 1996 quando un gruppo di viticoltori dell’Oltrepò Pavese decise di dare vita al Club del Buttafuoco Storico, un’iniziativa audace che mirava a valorizzare un vino dalle radici antiche. In un contesto in cui il settore vitivinicolo era dominato da produzioni di massa, questo progetto ha saputo imporsi come un esempio di collaborazione e determinazione, festeggiando ora i suoi trent’anni con un ruolo di primo piano nel panorama enologico italiano.
Il coraggio dei fondatori
Le parole di Massimo Piovani, attuale presidente del Club del Buttafuoco Storico, riassumono perfettamente l’importanza di questa iniziativa: “Quello che trent’anni fa poteva sembrare un azzardo da parte di un gruppo di sognatori, oggi appare l’unica strada possibile per tutelare il patrimonio viticolo e portare nel futuro il mestiere del vignaiolo.” Il sodalizio ha riunito famiglie che custodiscono le vigne di generazione in generazione, ognuna con la propria storia e il proprio appezzamento, trattato con una cura maniacale. Questo approccio ha creato un patrimonio condiviso, dove il confronto tra produttori avviene regolarmente presso la Casa del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese, un luogo di incontro per discussioni tecniche e appassionate.
La dedizione dei membri del Club ha portato a una riscoperta e valorizzazione di un prodotto che rappresenta non solo un vino, ma un simbolo di identità culturale e storica per l’intera regione. La qualità delle uve e la storicità delle vigne sono diventati i pilastri su cui si fonda il successo del Buttafuoco Storico, un vino che ha saputo conquistare il mercato e i palati degli intenditori.
Un percorso di crescita sostenibile
Il Buttafuoco Storico si distingue per la sua evoluzione all’interno della DOC Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese. Pur utilizzando le stesse varietà di uva – Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara – il Club ha adottato un disciplinare più rigoroso, garantendo così un prodotto di alta qualità. In trent’anni, il numero dei produttori è aumentato da undici a diciotto, gestendo venti vigne storiche distribuite in sei comuni dello Sperone di Stradella, un’area che si estende verso la pianura, simile alla prua di un veliero, simbolo presente su ogni bottiglia.
La produzione è passata da un volume limitato a circa 70.000 bottiglie annue, con un potenziale che supera le 200.000 unità. Questo vino si è affermato come uno dei principali rappresentanti del territorio, raggiungendo il livello di prestigio del Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. Tra le iniziative strategiche, spicca l’apertura della nuova Enoteca del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese, che ha richiesto un investimento di quasi 500.000 euro e ha generato, a due anni dall’apertura, un fatturato di circa 200.000 euro, in costante crescita.
Il Club ha saputo costruire un valore attorno a un’etichetta che è diventata un’icona per le cantine associate, rappresentando una cultura della qualità e una visione condivisa. La filiera oggi vale un milione e mezzo di euro, testimoniando l’importanza di questa iniziativa nel panorama vitivinicolo italiano.
Il Patto del Fuoco e le celebrazioni
In occasione del trentennale, il Patto del Fuoco rinnova l’alleanza tra i fondatori. Il 7 febbraio 2026, i diciotto soci daranno il via ai festeggiamenti con un rito simbolico: ogni viticoltore verserà il proprio Buttafuoco Storico in una mathusalem comune, una bottiglia istituzionale per commemorare l’anniversario. Questo gesto simboleggia la produzione comune del blend dei vini e il desiderio di unirsi come comunità.
Per l’occasione, verrà realizzata un’etichetta speciale, progettata dagli studenti dell’Istituto ITCG Maragliano di Voghera, insieme a una ricetta originale creata dagli alunni dell’Istituto Alberghiero Santachiara di Voghera. Questo scambio rappresenta un dialogo tra formazione e identità territoriale, con il Patto che sarà ufficializzato tramite una pergamena firmata dai viticoltori e dalle istituzioni locali.
Un anno di eventi per il territorio
Da febbraio a maggio 2026, la Casa del Buttafuoco Storico e la Provincia di Pavia saranno al centro di un ricco calendario di eventi. L’obiettivo è quello di promuovere un approccio collaborativo, essenziale per la crescita di un territorio che merita un riconoscimento sempre maggiore nell’enologia italiana.
Il programma prevede la partecipazione di ristoranti con menù celebrativi, enoteche che offriranno degustazioni e strutture ricettive pronte ad accogliere i turisti. Le iniziative coinvolgeranno anche altri settori economici, come quello risicolo, ortofrutticolo e turistico, estendendosi a Pavese, Oltrepò e Lomellina.
Il primo evento si svolgerà l’8 febbraio con un banco di assaggio permanente alla Casa del Buttafuoco Storico. Il 15, 22 febbraio e 1° marzo sono previsti incontri dedicati al confronto e all’esplorazione, come BB Bordeaux e Buttafuoco, Amarone vs Buttafuoco e Inside Buttafuoco.
Il 16 febbraio si terrà un open day per i ristoratori, con un banco di assaggio e incontri con i produttori. Per partecipare, è necessario registrarsi attraverso il form sul sito buttafuocostorico.com o contattare info@buttafuocostorico.com per ulteriori informazioni.
