La Tunisia si appresta a intraprendere importanti negoziati con l’Unione Europea, mirati a rafforzare il quadro giuridico bilaterale e aumentare il contingente di esportazione dell’olio d’oliva tunisino a 100.000 tonnellate annue. L’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri tunisino, Mohamed Ali Nafti, il quale ha anche confermato che sono in corso discussioni con gli Stati Uniti per rivedere i dazi applicati in questo settore.
Negoziazioni con l’unione europea e gli stati uniti
Durante una sessione plenaria svoltasi mercoledì 15 gennaio 2025 al Palazzo del Bardo, Nafti ha risposto alle domande dei parlamentari riguardo a tre progetti di legge di rilevanza cruciale. Ha evidenziato che, oltre alle trattative con l’Unione Europea, la Tunisia sta portando avanti negoziati anche con l’Indonesia per facilitare l’accesso dell’olio d’oliva tunisino ai mercati indonesiani. Parallelamente, il governo tunisino sta intensificando gli sforzi per promuovere il prodotto in mercati strategici come India, Giappone e Corea del Sud.
Il contesto europeo è caratterizzato da un sistema di quote che storicamente limita l’accesso a dazio zero. L’Osservatorio tunisino sull’economia ha sottolineato che l’attuale regolamento della Commissione Europea 2016/1918 stabilisce un tetto annuo di 57.600 tonnellate con quote mensili variabili. Dopo gli attacchi terroristici del 2015, l’Unione Europea aveva approvato misure temporanee per sostenere l’economia tunisina nel biennio 2016-2017, evidenziando l’importanza dell’olio d’oliva per il Paese.
Opportunità nel mercato latinoamericano
La Tunisia sta anche rivolgendo la propria attenzione al mercato brasiliano, considerato ad alto potenziale per l’olio d’oliva. Il 14 marzo 2025, il governo del Brasile ha introdotto un’esenzione totale dai dazi per l’importazione dell’olio extra vergine, precedentemente tassato al 9%. Questa misura è vista come un’opportunità per consolidare la presenza tunisina in un mercato in espansione. Nel 2024, il Brasile ha importato circa 250.000 tonnellate di olio d’oliva, per un valore stimato di 695 milioni di dollari, evidenziando l’interesse crescente per questo prodotto.
Le ultime statistiche sul ciclo oleicolo indicano un aumento significativo delle esportazioni, con un totale di 288.600 tonnellate di olio d’oliva esportate nei primi undici mesi della campagna 2024-2025, segnando un incremento del 41,3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i ricavi hanno mostrato un calo del 28,4% a causa della forte diminuzione del prezzo medio. L’Unione Europea rimane il principale mercato di destinazione, assorbendo il 58,0% delle esportazioni, seguita dal Nord America con il 26,3%.
Valorizzazione del prodotto e prospettive future
Nonostante i risultati positivi in termini di volume, la Tunisia deve affrontare la questione della valorizzazione del suo olio d’oliva. Attualmente, una quota significativa del prodotto viene esportata in forma sfusa, limitando la capacità di generare valore lungo la filiera e ostacolando le operazioni di re-branding nei mercati di arrivo.
In questo quadro, la Tunisia punta a capitalizzare la stagione 2025-2026, attesa come particolarmente favorevole, con prospettive positive per le entrate in valuta e la bilancia dei pagamenti. Tuttavia, è essenziale che il Paese riduca la propria vulnerabilità alle fluttuazioni dei prezzi e aumenti la proporzione di esportazioni a maggiore valore aggiunto. La strategia negoziale attuale potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro dell’industria dell’olio d’oliva tunisino.
