Ue: al momento non si prevedono esenzioni dai dazi per vino e liquori

La Commissione Europea lavora per esenzioni sui dazi americani, ma il settore vini e liquori sarà soggetto a un’imposta del 15%, preoccupando il ministro Lollobrigida.

La Commissione Europea sta lavorando attivamente per garantire il massimo numero di esenzioni sui dazi imposti dagli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda prodotti tradizionali come vini e liquori. Tuttavia, un portavoce della Commissione ha chiarito che non ci si aspetta che questi prodotti siano inclusi nel primo gruppo di esenzioni che verrà annunciato domani, 15 gennaio 2025. Di conseguenza, il settore dei vini e liquori, come altri ambiti economici, sarà soggetto a un’imposta del 15%.

Preoccupazioni del ministro dell’agricoltura

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di tali misure. Durante la presentazione della campagna nazionale di comunicazione per la filiera della pasta, organizzata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) in collaborazione con la Federazione Italiana Pallavolo, Lollobrigida ha sottolineato l’importanza di monitorare i danni che potrebbero derivare da queste politiche. Ha affermato che, se alcuni settori dovessero trovarsi in difficoltà, il governo interverrà a sostegno delle imprese.

Provvedimenti e supporto al settore agricolo

Il ministro ha ricordato che sono già stati messi in atto provvedimenti, come un miliardo di euro destinato al settore agricolo, per supportare le filiere in difficoltà, anticipando così alcune dynamiche economiche. Lollobrigida ha poi evidenziato che oltre ai dazi, altri fattori possono danneggiare l’economia italiana, come politiche europee che ritiene “folli”, un green deal eccessivo e la mancanza di reciprocità negli accordi internazionali.

Riflessioni sulle sfide interne

In un contesto di continua evoluzione del mercato globale, il ministro ha concluso che l’Europa deve affrontare le proprie sfide interne per mantenere la propria competitività. La situazione attuale richiede una riflessione profonda sulle politiche economiche e commerciali da adottare per garantire un futuro sostenibile per le imprese europee.