UniEat: la chiusura dello Stretto di Hormuz colpisce l’intera filiera agroalimentare

Il presidente di UniEat avverte sulle conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente per il settore agroalimentare italiano, evidenziando l’aumento dei costi e la diminuzione di fertilizzanti.

Massimiliano Giansanti, presidente di UniEat, ha espresso preoccupazione per le conseguenze economiche sul settore agroalimentare italiane a causa del conflitto in Medio Oriente, in particolare per la chiusura prolungata dello stretto di Hormuz. Questo passaggio strategico è cruciale per il trasporto di molte materie prime fondamentali per l’agricoltura e la produzione alimentare nel nostro Paese. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel mese di aprile 2025, in un contesto di crescente instabilità globale.

Impatto sui costi energetici

Giansanti ha messo in evidenza come l’attuale situazione stia influenzando negativamente i costi energetici, compresi quelli del petrolio e del gas naturale, nonché i costi di packaging e trasporto. Questi aumenti si riflettono direttamente sui costi delle sostanze indispensabili per la coltivazione delle materie prime, che sono alla base dei prodotti alimentari di alta qualità che caratterizzano il made in Italy.

Disponibilità di fertilizzanti

Il presidente di UniEat ha sottolineato che la drastica diminuzione della disponibilità di fertilizzanti sta causando un incremento vertiginoso dei costi per le rese agricole e la qualità delle coltivazioni. Questo scenario ha già portato a un aumento significativo del prezzo dell’urea, che ha registrato un incremento globale di oltre il 20% e un aumento superiore al 50% a livello nazionale tra gennaio e aprile 2025. Almeno 21 navi cariche di fertilizzanti, per un totale vicino a un milione di tonnellate, risultano attualmente bloccate o rallentate lungo le rotte commerciali, aggravando ulteriormente la situazione.

Ruolo dei Paesi del Golfo

Un altro aspetto critico riguarda il ruolo dei Paesi del Golfo nella produzione di energia e zolfo, essenziali per la produzione di fertilizzanti fosfatici. Questo mette in evidenza quanto la produttività agricola europea sia vulnerabile e dipendente da input esterni, rendendo evidente la necessità di una strategia più robusta per garantire la sicurezza alimentare.

Incertezze per agricoltura e industria

Giansanti ha affermato che UniEat rappresenta una filiera ampia e diversificata, che unisce il settore industriale e quello primario. La situazione attuale crea una pericolosa incertezza per agricoltura e industria, rappresentando un vero e proprio shock per il sistema agroindustriale. Le aziende stanno cercando di assorbire le variazioni di costo, ma la sostenibilità di questa strategia è limitata nel tempo.

Richieste di intervento

UniEat richiede interventi immediati per supportare gli operatori contro l’aumento dei costi. È fondamentale anche promuovere relazioni di filiera più solide, con l’obiettivo di stabilire accordi quadro che possano stabilizzare le condizioni di fornitura e la formazione dei prezzi. Questo approccio è essenziale per valorizzare ulteriormente i prodotti agroalimentari nazionali, a partire dalle materie prime utilizzate.