Vacanze estive: l’aumento del costo della vita influenza le decisioni degli italiani

Gli italiani nel 2026 confermano la voglia di viaggiare, con il 72% che prevede una vacanza estiva, nonostante le difficoltà economiche e cambiamenti nelle preferenze di viaggio.

La voglia di esplorare nuove destinazioni continua a caratterizzare il comportamento degli italiani nel 2026, nonostante le sfide economiche che influenzano le scelte di viaggio. Secondo un’indagine condotta da Ipsos Doxa nell’ambito del progetto FutureForTourism, il 72% degli italiani prevede di concedersi almeno una vacanza durante l’estate. Questo dato si mantiene sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, mentre il 13% ha già deciso di non partire e il 15% è ancora indeciso, lasciando aperta la possibilità di prenotazioni future.

Modifiche nelle scelte di viaggio

Le tendenze emergenti indicano un cambiamento significativo nel periodo di partenza e nella durata delle vacanze. Il rapporto rivela che il 45% degli italiani partirà a luglio, un aumento rispetto al 37% del 2025, mentre il 31% ha scelto agosto, in calo rispetto agli anni passati. Settembre si attesta al 21%, con un 3% ancora indeciso. Questa anticipazione delle ferie è in gran parte dovuta ai costi più elevati associati agli alloggi e ai trasporti ad agosto, oltre all’aumento dell’affollamento nelle località turistiche.

La meta preferita rimane l’Italia, con il 62% dei viaggiatori che la sceglie per le proprie vacanze estive. Il 22% si dirige verso altre località europee, l’8% opta per destinazioni extraeuropee e il 2% sceglie una crociera. Il 6% degli intervistati non ha ancora deciso dove andare.

Le motivazioni dietro le scelte

Nonostante le intenzioni di viaggio, esiste una discrepanza tra desideri e realtà. Se si presentasse l’opportunità di vincere una vacanza premio, il 33% degli italiani opterebbe per una meta lontana extra-europea, mentre nella pianificazione reale prevalgono destinazioni più vicine, con una netta preferenza per il suolo nazionale.

La principale barriera alla partenza rimane la situazione economica. Tra coloro che non partiranno, il 54% cita motivi economici, con un incremento di 10 punti percentuali rispetto al 2025. Questa difficoltà pesa ancor di più sugli indecisi, con il 59% che indica il costo della vita come fonte di incertezza, un dato che è aumentato di 25 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Altre ragioni di rinuncia includono problemi personali, l’abitudine a non viaggiare in estate, e la mancanza di tempo libero.

Budget e durata delle vacanze

La pressione economica si riflette anche sui budget destinati ai viaggi. Quasi la metà degli italiani, il 47%, prevede di ridurre le spese per le vacanze rispetto al 2025. Per continuare a viaggiare, molti scelgono di limitare le spese per shopping e souvenir, evitando periodi di alta stagione e accorciando la durata dei soggiorni.

La tendenza a ridurre la durata delle ferie si conferma. I long weekend di massimo tre notti sono stabili e coinvolgono il 53% dei viaggiatori. Solo il 14% prevede di restare in vacanza per oltre due settimane, una percentuale in calo dal 2023. All’inizio di giugno, il 53% degli italiani aveva già prenotato la propria vacanza estiva, mentre il 22% non aveva ancora effettuato prenotazioni e il 21% non ne aveva bisogno grazie a seconde case o soggiorni da amici.

Canali di prenotazione e mezzi di trasporto

I portali online di viaggio rimangono il canale più utilizzato, scelto dal 34% degli italiani. Il 19% prenota direttamente presso le strutture ricettive e il 9% si affida ad agenzie di viaggio tradizionali. Le modalità di prenotazione variano a seconda della destinazione: per i viaggi in Europa, i portali online sono utilizzati dal 54%, mentre per le vacanze in Italia, le preferenze sono più distribuite.

Il mezzo di trasporto scelto dipende anch’esso dalla meta. L’automobile è utilizzata dal 47% dei viaggiatori, raggiungendo il 66% tra coloro che restano in Italia. L’aereo è scelto dal 34% del totale, ma diventa il mezzo principale per i viaggi in Europa, con il 68% di preferenze. Altri mezzi come il treno, l’autobus e le crocere hanno percentuali più basse.

I risultati dell’indagine FutureForTourism evidenziano una domanda di vacanze che rimane costante, ma si adatta a un contesto economico complesso. Gli italiani continuano a considerare il viaggio come un elemento importante, ma modificano le loro scelte per affrontare le sfide economiche attuali.