Nel 2026, il settore dell’imbottigliato della denominazione Valpolicella ha registrato un notevole interesse, nonostante una diminuzione delle vendite. Nel 2025, le bottiglie prodotte hanno raggiunto quasi 57,5 milioni, con una contrazione del 3% rispetto all’anno precedente. Tra i vini più colpiti da questa flessione ci sono l’Amarone e il Recioto, che hanno totalizzato 13,58 milioni di bottiglie, segnando un calo del 2,4%. Anche il Valpolicella Ripasso ha subito un decremento, con 27,37 milioni di bottiglie vendute, pari a una diminuzione del 3,7%, mentre il Valpolicella ha totalizzato 16,50 milioni di bottiglie, con un calo del 2,7%.
Produzione e superficie vitata
La produzione complessiva di uva per la denominazione Valpolicella si è attestata a 840.510 quintali, di cui 327.545 quintali sono stati destinati all’appassimento. La superficie vitata, che rappresenta la principale area viticola del Veneto, è rimasta stabile a 8.614 ettari. I vini della Valpolicella sono esportati in ben 87 Paesi, evidenziando l’importanza commerciale di questa denominazione.
Presentazione dei dati in Regione Veneto
I risultati sono stati presentati durante un incontro tenutosi in Regione Veneto, in occasione della sesta edizione del Valpolicella Annual Report, organizzato dal Consorzio di Tutela. Questo rapporto annuale fornisce un’analisi approfondita delle performance del settore vitivinicolo, evidenziando sia i successi che le sfide.
Distribuzione geografica e varietà di uva
A livello territoriale, Verona continua a mantenere il primato per superficie vitata, con una quota del 15%, seguita da Negrar e San Pietro in Cariano, entrambe al 13%, e Illasi con l’11%. Queste aree insieme rappresentano oltre la metà del vigneto della denominazione, con un totale del 52%. Il patrimonio varietale della Valpolicella rimane fortemente legato all’identità locale, con la Corvina che occupa il 56% della superficie vitata, seguita da Rondinella e Corvinone, ciascuna con una quota del 19%, mentre la Molinara si attesta al 2%.
Commenti e prospettive future
Christian Marchesini, presidente del Consorzio, ha sottolineato come la situazione internazionale imponga una responsabilità maggiore nel mantenere il valore della denominazione, piuttosto che puntare esclusivamente sui volumi di produzione. All’incontro ha partecipato anche il presidente della Regione, Alberto Stefani, che ha affermato che la qualità e l’identità di un prodotto sono fondamentali per sostenere il suo valore sul mercato. Il consigliere regionale Alberto Bozza ha richiamato l’attenzione sulle sfide legate alle tensioni geopolitiche e sulla candidatura Unesco per il rito della messa a riposo delle uve, sottolineando l’importanza di preservare le tradizioni locali.
