Si è conclusa la terza edizione di Vinaltum, un evento dedicato al vino italiano e internazionale che ha avuto luogo il 17 e 18 maggio 2025 presso Castel Mareccio a Bolzano. Questa storica residenza medievale, circondata dai vigneti di Lagrein, ha ospitato un’importante manifestazione che ha segnato un cambiamento significativo nella sua organizzazione.
Il trasferimento al centro di Bolzano
Per la prima volta, Vinaltum ha scelto di spostarsi nel cuore della città, in un luogo storicamente legato al commercio vinicolo. Questa decisione ha rappresentato un passo avanti nella costruzione dell’evento, concepito inizialmente da Danilo D’Ambra, Luciano Rappo e Rinaldo Hauser, con la collaborazione di Pietro Cormaci. Il trasferimento ha permesso di stabilire una rete di collaborazioni con diverse realtà locali, come Goldenstern Townhouse, Castel Hörtenberg e Franz Kraler, oltre al supporto di FISAR Alto Adige.
Durante i due giorni, Castel Mareccio ha accolto oltre ottanta produttori provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Toscana e Sicilia, oltre a rappresentanti dagli Stati Uniti. L’evento ha offerto degustazioni guidate, masterclass e incontri, aperti al pubblico nella giornata di domenica, mentre il lunedì è stato dedicato a buyer, ristoratori e professionisti del settore horeca.
Degustazioni e approfondimenti
Accanto ai banchi d’assaggio, il programma ha incluso momenti di approfondimento, concepiti come occasioni di dialogo piuttosto che come semplici lezioni. Le masterclass hanno trattato argomenti legati ai territori vitivinicoli, alle verticali storiche e all’evoluzione di vitigni come la Franciacorta de Le Marchesine e la Barbera Superiore de La Ghersa. Questa impostazione mira a ridurre il tecnicismo e a riportare la degustazione a una dimensione più condivisa e interattiva.
Durante le degustazioni, è emersa chiaramente la direzione che Vinaltum intende seguire: un formato più intimo e meno ancorato alla tradizionale fiera, favorendo relazioni dirette tra produttori e pubblico. Luciano Rappo, uno dei fondatori dell’evento, ha descritto Vinaltum come un “salotto del vino”, dove le persone possono fermarsi, conversare e comprendere meglio il mondo vinicolo.
Focalizzarsi sull’identità delle aziende
La manifestazione ha scelto di puntare su una selezione di produttori che rappresentano l’identità dei loro territori piuttosto che sulla quantità. Rappo ha sottolineato che non cercano i nomi più famosi, ma coloro che possono veramente esprimere un carattere e un’identità specifica. Danilo D’Ambra, presidente di FISAR Bolzano e Bassa Atesina, ha evidenziato un cambiamento culturale nel settore, notando come il vino non occupi più un posto centrale nelle convivialità moderne.
Per facilitare l’approccio al vino, è stato lanciato il progetto Calice Maestro, dedicato ai giovani. Questo programma prevede piccoli gruppi accompagnati da sommelier tra i produttori, per creare un’esperienza di degustazione più accessibile e meno intimidatoria. Rinaldo Hauser ha notato la curiosità e la preparazione dei giovani partecipanti, sfatando il mito che i giovani si stiano allontanando dal mondo del vino.
In un ambiente ricco di degustazioni e conversazioni, Vinaltum sembra orientarsi verso una nuova direzione: meno esposizione fieristica e più tempo dedicato all’ascolto e alla relazione, cercando di costruire un evento che valorizzi il vino come esperienza condivisa.
