Vini dealcolati: approvato il decreto per un mercato in crescita verso 3,3 miliardi nel 2028

Il decreto interministeriale approvato promuove la produzione di vini dealcolati in Italia, favorendo la competitività nel mercato globale in espansione dei prodotti Nolo.

Il decreto interministeriale firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare riguardo alla produzione italiana di vini dealcolati ha ottenuto l’approvazione, segnando un cambiamento significativo per il settore vinicolo. Secondo le dichiarazioni di Paolo Castelletti, segretario generale dell’Unione Italiana Vini (Uiv), questo provvedimento arriva in un momento cruciale, dopo un 2025 caratterizzato da sfide per l’industria. Le aziende italiane stanno mostrando un crescente interesse a investire nella categoria dei vini dealcolati, e la nuova normativa permette di competere in condizioni di parità con i produttori europei. Attualmente, il mercato globale dei prodotti Nolo (no e low alcohol) è valutato 2,4 miliardi di dollari e si prevede che raggiunga i 3,3 miliardi entro il 2028, con un incremento annuale dell’8% in termini di valore.

Un segnale positivo dopo un anno difficile

Il segretario generale dell’Unione Italiana Vini, Paolo Castelletti, ha accolto favorevolmente l’approvazione del decreto interministeriale, definendolo un’importante notizia di fine anno. Questo annuncio è stato fatto dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e segna un passo avanti per il settore vinicolo dopo un 2025 complicato. Castelletti ha evidenziato il crescente numero di aziende italiane pronte a investire nei vini dealcolati, sottolineando che tale provvedimento rappresenta una vera e propria svolta per garantire **parità competitiva** con i produttori europei. Ha inoltre espresso la necessità di supporto da parte delle autorità durante la fase iniziale di attuazione della norma, soprattutto per quanto riguarda il rilascio delle **licenze e autorizzazioni** indispensabili.

Un mercato in espansione

Dall’analisi dell’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini emerge che il segmento Nolo è uno dei pochi a registrare una crescita in un contesto globale di **difficoltà** per il vino tradizionale. Il mercato globale della categoria Nolo, che include anche i vini dealcolati, vale attualmente **2,4 miliardi di dollari** e si prevede che raggiunga i **3,3 miliardi di dollari** entro il 2028. Si stima per questo segmento un **tasso di crescita annuale** composto (CAGR 2028/24) dell’8% in valore e del 7% in volume. Quest’anno, i prodotti **alcohol-free** stanno mostrando una forte accelerazione.

Risultati nei mercati principali

Secondo le analisi di Uiv basate su dati NielsenIQ, nei mercati retail di Stati Uniti, Regno Unito e Germania, i vini a zero gradi, sebbene ancora in una posizione minoritaria, stanno vivendo una **crescita esponenziale**. Nei primi nove mesi dell’anno, il mercato tedesco ha registrato un incremento del 46% in volume, raggiungendo una quota del 5% nel totale Nolo. Anche il Regno Unito ha visto una crescita del 20%, mentre negli Stati Uniti si è registrato un aumento del 18%, con una quota del 17% nella categoria a basso grado alcolico. A parte il mercato tedesco, che ha visto una flessione del 23%, i vini **alcohol-free** italiani, finora prodotti principalmente all’estero, stanno performando bene nel Regno Unito (+6% in volume e +10% in valore) e negli Stati Uniti, dove si segnala un +17% in volume e un +24% in valore. L’Italia detiene il 6% del totale delle vendite di vini a zero gradi, con una quota che sale all’11% in Germania e al 24% nel Regno Unito.